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UN ANNO PARTICOLARE

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La brutta  notizia,Aldo Boni,la riceve a soli cinque giorni  dall’inizio dell’annoscolastico; dopo vent’anni d’insegnamento di matematica,dovrà occuparsi di un ragazzo con qualche problema psichico,cioè un diversamente abile,come eufemisticamente  ed  ipocritamente  si dice  oggi.

Il cambiamento è radicale;non è assolutamente preparato per quel lavoro,non se nesente all’altezza ed anzi teme di danneggiare,involontariamente,il ragazzo a lui affidato.Un grosso problema di coscienza fare il professore di sostegno dall’oggi al domani senza nessuna preparazione specifica.

Quarantenne di bell’aspetto,dinamico ed in forma,separato da poco,insoddisfatto,ne-vrotico ed insicuro,riesce però,inspiegabilmente per lui,ad apparire agli altri,come un uomo sereno e tranquillo e dare una sicurezza,che lui non sa nemmeno di avere.Lisa,la sua attuale  compagna,cerca d’infondergli fiducia,di sdrammatizzare quel cambiamento,ma senza risultato.

L’affannosa corsa del giorno dopo,al formicaio del Provveditorato,da lì è arrivata la nomina,non modifica la situazione;aveva fatto domanda per essere utilizzato nelle attività di sostegno per portatori d’handicapp?? Era stato fortunato ad essere accontentato,cosa voleva ora?! Si,aveva fatto domanda,ma per scrupolo,per non rimanere inattivo a disposizione,per far finire le  insistenti pressioni della sua preside,che non lo vedeva di buon occhio perché la contestava un po’. Ma era certo,sicuro,che senza nessuna  specializzazione,non avrebbe ottenuto l’incarico.Persa la cattedra di Matematica,perché il più giovane della sua scuola,lui pensava ad un altro tipo di “utilizzazione;sperava in un trasferimento in un’altra scuola,ad insegnare la sua materia. Sta pagando gli effetti del continuo calo di alunni e quindi di classi,ma soprattutto,la cronica mancanza di una seria programmazione scolastica.

Politici irresponsabili e sindacati miopi,avevano continuato ad immettere, in un sistema già saturo,migliaia di altri insegnanti,utilizzati poi in modi fantasiosi.

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Sperare di farsi una preparazione sufficiente,in pochi giorni,comprando qualche libro,è assurdo,ridicolo,pericoloso.Una sottile inquietudine opprime Aldo;come sarà il ragazzo che deve “sostenere”?La speranza di un handicap lieve,di un caso facile,lo sostiene.

Due giorni prima dell’inizio,si presenta alla nuova scuola;la Preside ,anziana ed es-perta,ma soprattutto una persona equilibrata e ragionevole,lo accoglie con soddisfa-zione,perché vede che è  un uomo dall’aspetto solido,serio e deciso;al ragazzo serve una figura paterna positiva. Aldo non riesce a sapere altro,del suo nuovo alunno,solo che è un caso molto difficile

Accusa il colpo,la bocca si secca,lo stomaco brucia e si contorce,la testa vacilla. Per onestà e mettere le mani avanti,fa presente alla Preside,che lui non è specializzato e non ha nessuna esperienza nel settore.La Preside lo guarda con stupore ed ironia;quale sarebbe il problema?Già! Forse in un altro paese,ma non in Italia,pensa allora Aldo.

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Il primo giorno,Aldo entra in classe ostentando una sicurezza che non ha.Il ragazzo,Ugo,è solo,nell’ultimo banco;l’aspetto è di un dodicenne normale,magro,capelli neri e corti,viso sfilato,folte sopracciglia,occhi scuri,sguardo sfuggente,guizzante,viso simpatico,timido.

Aldo è un po’ rinfrancato;aveva paura di trovarsi di fronte ad un ragazzo dall’aspetto penoso,sgradevole.Si siede al banco,al suo fianco;la professoressa di lettere comincia la sua lezione.

Aldo si presenta ad Ugo e comincia a parlargli,amichevolmente;cerca un dialogo,per una prima conoscenza.Un momento molto difficile.Il ragazzo lo guarda timidamente,lo sbircia,non parla e nemmeno sembra sentire le sue parole.Aldo ha la sensazione di trovarsi davanti ad un muro di gomma,sul quale tutto rimbalza;suda,si muove nervosamente sulla sedia,è a disagio.Ugo appoggia la sedia al muro vicino per allontanarsi il più possibile da lui,lo sguardo ermetico,portale mani ,disposte a conchiglia,lentamente,davanti alla bocca e battendole e soffiandoci dentro forte,produce dei suoni che infastidiscono la classe.Sorpreso ,Aldo non sa che fare,gli chiede perché fa quei rumori;parole inutili.Come risposta,il giovane porta il palmo di una mano alla bocca e comincia a fare pernacchie.Il disagio di Aldo aumenta,non capisce e non sa come intervenire,si sente impotente;con un alunno normale,in pochi secondi,con bruschi comandi,avrebbe ricondotto la situazione alla normalità.Nota,nello sguardo sfuggente di Ugo,paura e angoscia;non capisce.Interrotta la lezione,la professoressa ed i compagni,prima supplicano di smettere,poi,non ottenuto nulla,con tono severo,lo rimproverano.Il giovane,con la testa rivolta in alto,lo sguardo alla deriva,grida forte e più volte,una parola che Aldo non capisce,qualcosa come “ bedetteeeeeeeeee!”.Urla penose,dense di sofferenza.L’attenzione di tutti,è rivolta a quel banco,dove molto imbarazzato,Aldo non sa riportare l’ordine.Ugo si alza e gira per la classe,seguito dal professore,che lo invita a tornare al posto  calmarsi;frasi inutili e forse insensate.Pernacchie e gesti volgari,sono la sua risposta ai rimproveri dei compagni;una ragazza infastidita da una manata,si alza e cerca di sculacciarlo;lui le sputa,poi di corsa esce dall’aula,urlando.Quando Aldo si affaccia sul corridoio,fa appena in tempo a vederlo sparire in fondo al lungo andito.

Grazie alle indicazioni della bidella del piano,lo trova nel seminterrato,seduto a terra,nella piccola tromba delle scale,a destra la palestra ed a sinistra un corridoio ingombro di roba vecchia;urla parole incomprensibili,alzando la testa ed allungando il collo,come un lupo che urla alla luna.

Con la tenacia della disperazione ed una calma dovuta allo sconforto nel quale è piombato,Aldo cerca ancora un dialogo qualsiasi.Non sa nulla del ragazzo;ha chiesto di vedere l’incartamento dello scorso anno,ma nessuno ha tempo e voglia di cercare nella montagna di scartoffie che un anno di scuola produce.E poi hanno tutti molto da fare comre sempre all’inizio di ogni anno scolastico.

Pian piano Ugo si calma e smette di urlare;Aldo riesce a scambiarci solo qualche parola;intuisce la disperazione che lacera il giovane e ne rimane turbato,atterrito.Ugo si alza e per il resto della mattina,gira per tutta la scuola,in una specie di ricognizione,un sopralluogo,soffermandosi in alcuni posti preferiti.Aldo lo segue passivamente,si fa guidare alla scoperta di quel grande edificio degli anni quaranta,che ospita Materne,Elementari e Medie;in questa cittadella,Ugo è conosciuto e ben voluto da tu

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Lo stesso copione si ripete nei giorni seguenti.Con amarezza,Aldo si rende conto che,purtroppo,le capacità intellettive del ragazzo,sembrano essere quelle di un bambino di cinque,sei anni;inoltre,gravi problemi psicologici,ostacolano ogni possibile sviluppo o miglioramento. Ugo sembra non sentire,non capire,non assimilare nulla di quello che gli dice. Con ossessione,ripete le stesse azioni,pronuncia le stesse frasi; l’attività preferita è tirare gli sciacquoni di tutti i gabinetti e guardare rapito,l’acqua che scroscia nella tazza e sparire in un vortice. Molte sono le ore così impegnate ogni mattina.Aldo lo segue come un’ombrapaziente,continua a parlargli,anche se le sue parole,sembrano perdersi con l’acqua che scroscia nelle tazze dei gabinetti.Che altro può fare? Almeno,occupato nei gabinetti,Ugo non disturba nessuno

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Frustrato,depresso e sempre di malumore,Aldo assiste senza poter far nulla,al deteriorarsi dei suoi rapporti con Lisa.Professionalmente,non si era mai trovato in così gravi difficoltà;la sua mente è assorbita completamente,dai grossi problemi che Ugo gli crea.Come fare per  prendere in mano la situazione? Ne sarà mai capace? Riuscirà ad ottenere un sia pur minimo risultato? Aldo si rende conto,che comincia ad odiare la scuola e quel ragazzo;un gran desiderio di fuggire da tutto,s’impadronisce di lui e lo tormenta.

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Ugo viene a scuola,sempre accompagnato dalla madre,una donna di umili origini e cultura,ma dotata di buon senso ed amore per il figlio,l’unico che ha.Parla del ragazzo con una buona dose d’ottomismo: Ugo è un po’ irrequieto,dice ad Aldo,traumatizzato,perché la professoressa dello scorso anno,alla quale era tanto affezionato,è stata trasferita in altra scuola.Presto Ugo si sarebbe affezionato anche a lui ed avrebbe cominciato a lavorare,come lo scorso anno.La madre fa vedere i quaderni di Ugo,dove si nota che,anche se con difficoltà e molto grossolanamente,sa scrivere;è un bravo ragazzo e potrebbe fare tante cose.

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Passa un mese senza novità;ogni tentativo di far restare Ugo in classe,di fargli farequalche cosa,cade nel vuoto.Un mese di frustrazioni,di sconforto,di umiliazione professionale;non è ancora riuscito ad insegnargli nulla!

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Un giorno,una collega di un’altra scuola,viene a trovare Aldo;gli propone uno scambio di scuola e di alunni.Motivazione:lei abita di fronte alla scuola di Aldo,ha famiglia e così via. Sospettoso,Aldo va a trovare la collega,per vedere le sue due alunne portatrici di Handicap;trova due bambine Down,tranquille,laboriose. Uno scambio equo,due alunne tranquille per uno irrequieto,pensa con crudele ironia Aldoed accetta la proposta.Firma la lettera per il Provveditorato,che non ha nulla da obiettare;contenti loro!Una sensazione di vigliaccheria,comincia però ad infastidire Aldo. Lo scambio,tenuto segreto a tutti,non va in porto,per pura coincidenza.Il reclamo fatto tempo prima da una collega,fa scoprire un errore nell’assegnazione dei posti;le carte si rimescolano e lo scambio non è più possibile.Aldo rimane al suo posto,ma con l’orario ridotto di quattro ore in quella scuola,con quell’alunno.Si sente un po’ sollevato per il minor impegno con Ugo,anche se quelle ore,le dovrà fare in un’altra scuola,con un altro alunno.

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Ugo comincia a calmarsi,ha accettato Aldo ed ora si impegna nel disegno.Riempie un foglio dopo l’altro,con gli stessi disegni,molto rozzi ed infantili,veri e propri sgorbi.Con forza,rifiuta ogni suggerimento per fare megli.Alberi,case,soli,nuvole,fiori,mai collegati fra loro,vengono ossessivamente ripetuti,sempre uguali,senza conoscere noia o voglia di migliorare.Aldo assiste impotente.

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L’aula di sostegno,è un’aula con un paio di banchi,un gran tavolo,alcune sedie ed un armadietto contenente giochi didattici,istruttivi,per lo sviluppo di alcune capacità.Un’aula soleggiata,calda,silenziosa,lontana;è l’ultima dell’ultimo corridoio dell’ultimo piano.Aldo comincia a portare spesso il ragazzo in quell’aula,per impegnarlo almeno,inqualche attività ludica.

Inizia un dialogo elementare,difficile ed estenuante,perché non segue le vie della logica normale.Con stupore ed un pizzico di soddisfazione,Aldo scopre che tutto quello che ha detto finora ad Ugo e che sembrava perdersi,veniva invece ricevuto ememorizzato.Mentre Aldo parla,racconta,mostra come finire un puzzle o una costruzione col Lego,Ugo lo guarda incantato e con affetto;comincia a voler bene a quel professore calmo, sereno,disponibile e paziente con lui.Quando alle dodici e mezza,la madre viene a riprenderlo,Ugo è restio a lasciare Aldo e nei lunghi corridoi verso l’uscita,lo prende sottobraccio..

Dal punto di vista umano,Aldo comincia a provare una leggera soddisfazione;profes-sionalmente,no,non riesce ad ottenere nulla. Tutte le proposte,che presenta in forma di gioco,che hanno per fine l’apprendimento di qualche cosa,vengono rifiutate;se insiste,Ugo parla correttamente,conosce tutte le frasi fatte,di circostanza,i modi di dire. Nei dialoghi,li ripete spesso,con enfasi,per dar loro più forza e per convincersi meglio.

Ugo si muove in modo un po’ effeminato e tratta con delicatezza la sua roba; un contrasto stridente,con il rozzo maneggiare di matite,penne ,squadre e compassi.

Per Aldo è un mistero!

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Finalmente,arriva il giorno dell’incontro con l’equipe psicopedagogia della USL; vi partecipano i quattro professori di sostegno della scuola.Avrebbe saputo,da persone qualificate,così pensa Aldo,la reale situazione di Ugo,isuoi problemi ed il modo per affrontarli.

La psicologa dell’equipe,due persone in tutto,è una signora di bella presenza,guarda i professori dall’alto in  basso,con un po’ di spocchia.Al suo fianco,un ometto gentile,il sociologo,di mezz’età,dai radi capelli bianchi,occhialini rotondi,voce gentile;un sosia di Geppetto.

Ingenuamente,Aldo chiede quanto l’handicap di Ugo,dipenda da cause organiche e quanto dall’ambiente familiare sfavorevole. Candidamente e con aria di sufficienza,la psicologa risponde che non si sa,non si può sapere con certezza.Possono dirgli, con sicurezza, che il caso è molto difficile e che Ugo ha un cattivo rapporto col padre.

Come deve comportarsi? Con molta fermezza,è la risposta;Ugo sa leggere e scrivere,può imparare altre cose,ma è un po’ svogliato e pigro,bisogna assolutamente essere molto energici con lui,per ottenere risultati.Dopo altro parlare che nulla aggiunge,si passa a parlare degli altri casi. Aldo è un po’deluso;praticamente di Ugo,ne sa quanto prima.Però si sente reintegrato nel ruolo di insegnante;ora sa come fare con quel ragazzo e con molta fermezza,avrebbe imposto tutte le attività per lui programmate.

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Ma i conti si fanno con l’oste. Il rifiuto di Ugo ad impegnarsi è totale.Aldo vuole imporsi,non cedere;comincia un duro scontro,dagli effetti disastrosi. Il comportamento di Ugo ridiventa subito violento e incontrollabile.L’autorità e l’intransigenza,provocano nel ragazzo,un’intensa inquietudine e paura.Reagisce a modo suo.Infastidisce i compagni,provoca disordine e baruffe,scappa e scorazza per i corridoi,urlando.

Una mattina,correndo stravolto,investe un gruppo di mamme,in attesa di parlare con i Professori;entra in sala professori e si butta sotto il grande tavolo.All’arrivo di Aldo, comincia ad inveire contro di lui;viene stanato a fatica ed appena fuori,nel corridoio,si butta a terra,pancia all’aria,gambe ripiegate a molla,pronte a scattare,a scalciare.Urla e insulta,sferrando calci,mentre gira su se stesso,per non farsi prendere.Quando Aldo riesce a prenderlo per un piede,per portarlo nell’aula di sostegno,è costretto a trascinarlo per terra.Appena nell’aula,Ugo scatta in piedi e cerca di scappare;inveisce,straccia cartelloni e collages attaccati al muro,frutto del lavoro di altri ragazzi.A fatica,Aldo lo stringe in un angolo,seduto in un banco.Comincia una violenta lite. Furibondo,Aldo urla con violenza,seppellendo di accuse il giovane,che prima risponde con insulti,poi ammutolisce,di fronte alla violenta collera del professore,accumulata in quei mesi di continue frustrazioni ed umiliazioni.Ugo travolto,piange sincero;poi,tra le lacrime,minaccia di non venire più a scuola e gli grida in faccia di andarsene che non vuole più vederlo. Aldo,finite le parole,cammina  avanti e indietro per l’aula,nervoso e furente;Ugo al banco,singhiozza.Pian piano,ritorna la quiete,il silenz

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Giorni duri per Aldo,scosso da sensazioni violente,come ira,odio,impotenza,frustrazione e sconforto;si affaccia anche la paura del giudizio dei colleghi.Non riesce a controllare la situazione e non vede come risolvere il problema.Odia quel ragazzo che lo sfida.

Aldo precipita nell’esaurimento nervoso,affollato di dubbi,paure,ansie e disperazione.Dopo quattro settimane di “fermezza”,stremato,decide di abbandonare quella linea,che ha solo aggravato la situazione. Al diavolo l’Equipe ! Vuol fare e sbagliare da solo!Ma cosa inventare,per ottenere qualche risultato? Sente aumentare il peso della responsabilità; sa che il suo atteggiamento,può incidere profondamente su Ugo e si chiede,preoccupato,se con la linea della “fermezza”,non abbia già provocato danni.

Ma che fare? Per giorni non trova risposta,poi una mattina si chiede: che faresti se fosse tuo figlio?

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Aldo ripesca nella memoria,tutti i giochi infantili e poco  alla volta li propone a Ugo.Dita animate,che camminano su per il corpo;voci di gnomi,folletti ed animali vari; smontaggio,pulitura ed assemblaggio,mimati,delle varie parti del corpo;racconti fantastici e comici.Ed altri ancora . Una buona dose di giochi,molti dei quali inventati al momento e che comportano,Aldo ne intuisce l’importanza,il contatto fisico,la manipolazione del ragazzo.

E’ un successo! Ugo si diverte moltissimo ed è contento,entusiasta di quei giochi,negatigli dal padre.Sommerge Aldo di manifestazioni d’affetto,il suo comportamento cambia rapidamente,viene a scuola sereno.Tutti elogiano Aldo,sta facendo un buon lavoro;finalmente si sta tranquilli e si può fare lezione normalmente.

Ai giochi,si alternano lunghe chiacchierate,estenuanti a volte; la conoscenza si appro -fondisce e tra i due,nasce un’intesa,u

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Aldo si rende conto che il ragazzo è consapevole della sua condizione e che il confronto con i compagni,lo avvilisce,si vergogna e questo lo spinge a sottrarsi ad ogni impegno,che riveli la sua inferiorità. Ugo sente che viene discriminato e ne rimane ferito;è dilaniato dalla paura di non essere accettato.In pubblico ,la paura di non riuscire,lo blocca,anche nelle cose più semplici,che sa fare e un lacerante conflitto interno,tra il desiderio di fare  e l’orgoglio di non voler fare brutta figura,lo sconquassa;allora si ritira e piange su se stesso.

Non accetta consigli,aiuti,perché pretende di riuscire subito bene;non vuole percorrere,la normale via dell’apprendimento,cosparsa di errori e frustrazioni;per lui è troppo dolorosa. Anche nei movimenti,di raccordo,di precisione,affiora la mancanza di un normale coordinamento; Aldo se ne accorge in palestra,quando Ugo gioca col pallone.Una gran testardaggine,gli procura problemi e conflitti con tutti.

Percepisce il padre come un feroce coccodrillo,pronto a divorarlo.La paura del padre è grande,quanto il bisogno del suo affetto.Aldo partecipa alla quotidiana sofferenza di quell’essere dall’anima sensibile,imprigionata in un involucro,così mal riuscito.

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Aldo porta a scuola un registratore;Ugo se ne impossessa subito e dopo aver premuto freneticamente tutti i tasti,prima contemporaneamente,poi in successione,al limite della rottura,capito il funzionamento,comincia,timidamente,ad incidere la sua voce.Poche parole,a caso. Si risente.Gli piace. Con i giorni,acquista sicurezza ed incide di tutto; parole,suoni,pernacchie,rumori vari.Eccitato e divertito,comincia a parlare liberamente, anche del padre.Lo accusa di trascurarlo e comportarsi male con lui,lo sgrida sempre per un nonnulla e,spesso,incollerito,lo picchia.

Il padre è vecchio e brutto,lo odia e vorrebbe cacciarlo di casa,perché gli sta rovinando la vita.Vorrebbe che Aldo prendesse il suo posto.Ugo risente più volte quella registrazione e come liberato da un grosso peso,viene scosso da forte e incontenibile emozione.

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Una mattina,in palestra,Ugo si siede al pianoforte,li dimenticato in un angolo,in fondo;le sue dita cominciano a scorrere veloci sulla tastiera e le note di “Per Elisa” di Beethoven,si diffondono nella palestra vuota.Incredibile!!! Con gli occhi sbarrati,muto,guarda quelle dita muoversi sicure,agili,precise. Com’è possibile che quelle stesse mani,con una matita,annaspano sul foglio,producendo solo orribili sgorbi!!! Ma da chi ha imparato? Tante domande affollano la mente di Aldo,tutte senza risposta.Chiedere a Ugo non serve.Muto.In seguito Aldo saprà che è stato il padre. Ugo continua a suonare,passa ad altri motivi; entra una bidella con una circolare.Ugo smette subito,nessuno deve essere presente. Si vergogna?! Aldo non sa suonare e conosce poco la musica,ma prova lo stesso a insegnargli a conoscere le note,a leggere la musica. Tempo perso ! Ugo continua nel suo rifiuto di imparare.

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Aldo,caparbiamente,tenta di insegnargli qualcosa di pratico ed utile,come la lettura dell’orologio e del telefono. Come parlare ad un sordo! La frustrazione per Aldo continua. Molto soddisfatta,invece,è la psichiatra che segue, privatamente,Ugo da alcuni anni e con la quale Aldo,disperato,si mise in contatto per avere spiegazioni,consigli e conforto. La terapeuta non lesina i complimenti;grazie a lui il ragazzo ha compiuto notevoli progressi. Continui con il recupero affettivo e psicologico di Ugo,un lavoro molto importante. Per l’apprendimento scolastico,c’è tempo anche il prossimo anno.

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Aldo è giunto alla conclusione,che Ugo gli ha assegnato un ruolo ben preciso,quello di sostituire il padre; in qualsiasi altra veste Aldo si proponga,non è accettato.Vorrebbe parlare finalmente con il padre;una lunga chiacchierata,ora potrebbe essere utile.Il padre gli fa sapere,che se ha qualcosa da dirgli,lo dica pure alla madre.Lui non crede a psicologi e terapeuti;son soldi sprecati e tempo perso.

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L’aula di sostegno,è frequentata da altri ragazzi svantaggiati o da chi fa l’ora alternativa di religione.In un angolo,uno scatolone di cartone contiene stracci ed indumenti semplici, buoni per giocare,mascherarsi con semplicità.

Una mattina,con una gonna infilata sui pantaloni ed un velo in testa,Ugo si traveste da donna.Aldo lo guarda incuriosito,pensa che voglia recitargli qualcosa.Ugo gli si avvicina e con uno sguardo languido,che Aldo non gli ha mai visto,si siede sulle sue ginocchia,lo abbraccia al collo e gli dice che vuole fare sua moglie.Aldo è bloccato dallo stupore e Ugo con molta serietà insiste. Aldo è sgradevolmente stupito e prima che possa reagire,Ugo lo stringe forte e lo bacia con forza sulla guancia e sul collo.Aldo si divincola,ma nel respingerlo pensa che  deve evitasre di traumatizzarlo e peggiorare così la situazione.Gentilmente ma con fermezza,a fatica,riesce ad allontanarlo.Un attimo per riprendersi.Il sangue gli si  ghiaccia nelle vene al pensiero che qualcuno sarebbe potuto entrare!

Dal gonfiore ai pantaloni,Aldo si rende conto che Ugo si è eccitato sessualmente; mantenendo la calma ed evitando parole forti,lo fa sedere sulla sedia vicina e con aria paziente,amichevole,con parole semplici e pacate,gli spiega perché non può accettare quel “gioco”.Ugo gli mette il muso.Aldo continua a parlargli,pesando bene le parole e cercando di rendere il messaggio chiaro ed efficace;si alza e camminando per l’aula continua a spiegare,convincere.Ugo si alza e corre,curvo per nascondere il gonfiore ai pantaloni,in un angolo,dove si aggiusta.Sparito il gonfiore,si riavvicina ad Aldo,che lo prende per mano e lo riporta in classe,tra i compagni.Suda ancora freddo se pensa che un ragazzo avrebbe potuto entrare nell’aula di sostegno.Una paura che lo spinge a chiedere subito aiuto.

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La sera,per telefono,Aldo racconta l’episodio alla psichiatra e chiede consiglio.Proprio non ci voleva,esclama la dottoressa,un grosso problema in più;non si sbilancia molto,spera che si tratti di una momentanea confusione di ruoli,una coincidenza,il sovrapporsi dell’affetto per Aldo ed il maturare della sessualità.Però,il ragazzo finora,non si è certo identificato col padre,assente e coccodrillo.La psichiatra gli chiede se se la sente di istruire Ugo,sul suo ruolo di maschio ed Aldo si accolla anche questa responsabilità;farà il possibile,ma ora è preoccupato per l’avvenire del giovane.

Da quel giorno si abbatte su Ugo,un intenso e quotidiano martellamento,di spiegazioni ed esempi,dei vari sentimenti d’amore e sulle differenze di manifestarsi;c’è l’amore tra padre e figlio,tra fratelli,tra amici e quello,sublime,tra uomo e donna o meglio marito e moglie. Ugo sta a sentire,ora con espressione seria ed enigmatica,ora sorridendo con malizia.

Quando sta insieme ai compagni,Aldo,da lontano,lo spia;con soddisfazione nota che è attratto dalle ragazze dai lunghi capelli e con delicatezza,accarezza loro le lunghe chiome,suscitando spesso fastidio. Però nessun gonfiore ai pantaloni.

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Aldo è stanco,nervoso,esaurito ed accusa una discreta quantità di malesseri;una sera litiga,per una sciocchezza,con Lisa,la sua ragazza.Lei lo accusa di non essere più lui,è sempre di malumore,preoccupato,pieno di paure,ipocondriaco.Con durezza,lei lo invita ad accettare la nuova situazione lavorativa,oppure abbia il coraggio di cambiare lavoro.Non può continuare a distruggersi lentamente,in un male

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Stringendo i denti,Aldo continua ad andare a scuola;il lavoro con Ugo è duro,estenu- ante,non concede pause,coinvolge profondamente e le responsabilità sono molte. Ma soprattutto è una continua frustrazione e sensazione d’impotenza.Sta facendo un lavoro non suo e non possiede, ovviamente, il necessario distacco professionale.Comincia a sentire forte,gli effetti di quello stress continuo;avrebbe veramente bisogno di una pausa,un breve periodo di riposo,di svago.Ma il momento è molto critico per Ugo ed Aldo,in coscienza,non se la sente di mettersi in malattia ed abbandonarlo per qualche settimana.Spera che Ugo si identifichi con la sua figura maschile,evitando di cadere nell’omosessualità.Aldo così scopre di essersi molto affezionato a Ugo e ,malgrado tutto,si sente molto arricchito da quella esperienza diversa.Si chiede come si possa non amare e respingere un essere così sfortunato,penalizzato dalla natura ed offeso dagli uomini.Un ragazzo che ha molto più bisogno di attenzioni ed amore degli altri,i normali.                                       +                    +                     +                   +

La scuola sta finendo e si pensa gia al prossimo anno. La psichiatra e la madre,vorrebbero che Aldo chiedesse la riconferma;cosa che lui ha gia pensato di fare. Le probabilità di ottenerla,però,sono scarse. La nomina di Settembre,era dovuta ad un ripescaggio tra gli ultimi di quella graduatoria,per coprire un posto,non dichiarato a suo tempo. I tentativi di far valere la necessità di Ugo,ad avere lo stesso insegnante,si infrangono contro il muro della burocrazia.

E i diritti del ragazzo,soggetto primo della scuola?

La risposta dell’impiegata,addetta al movimento degli insegnanti di sostegno,è ironica e meravigliata;un professore della sua esperienza scolastica,non si è ancora accorto che nella scuola,sono difesi gli interessi di tutti,meno che quelli degli alunni?

Quando vengono esposti i tabulati,con le nomine per l’anno successivo,Aldo non si meraviglia per niente di non aver ottenuto né la riconferma,né la nomina in un’altra scuola su un altro ragazzo.Dovrà tornare alla sua scuola di titolarità e rimanere a disposizione. Amareggiato esce dalle scure sale del Provveditorato nell’accecante estate romana.

GIAN    LUIGI   BELLINI  – Roma 1994

 

 

 

 

 

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