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L’ EXTRASISTOLE GALEOTTA

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Racconto di  Gian Luigi Bellini

La ASL era silenziosa e nel lungo corridoio con i grandi finestroni sulla destra e le porte dei dottori sulla sinistra,non c’era nessuno.Il sole del primo pomeriggio scaldava l’ambiente.Nella sala d’attesa,sedute sulle sedie metalliche,in attesa che il display chiamasse il tal numero alla tal porta,un paio di persone.L’infermiera al desk,una giovane rossa e lentigginosa,leggeva annoiata una rivista   di gossip.                                       Luca Luciani invece passeggiava nervosamente .Cinquantenne,robusto,energico,sguardo sveglio,capelli corti, neri leggermente innevati nelle basette corte,attendeva con impazienza che si aprisse la stanza 106 di cardiologia,della Dottoressa Gloria Gerardi.Non la conosceva.Era la prima volta.Doveva farsi un elettrocardiogramma di controllo.            Tutte le porte erano chiuse e da molto tempo non usciva nessuno.Una signora si alzò e andò a chiedere all’infermiera, perché tutto quel tempo di attesa.Volle accertarsi che i dottori ci fossero.La donna al desk la tranquillizzò, dicendole di aspettare con calma.

Poco dopo ,l’infermiera si alzò, andò a bussare alla stanza 105,di dermatologia,entrò e ne riuscì subito rassicurando una signora.Sarebbe stata visitata subito. Infatti suonò subito il display e la signora entrò .                                                                                            Luca pensò che la cardiologa, stesse visitando un paziente difficile,dato il tempo che impiegava nella visita.Pochi minuti dopo si aprì la porta 106 e comparvero due dottoresse .Chiacchieravano allegramente.Si salutarono !Quella che rimase, chiese a chi toccasse.Era lei la cardiologa Gerardi.Luca rispose e  entrò svelto .

Si trovò davanti una bella donna, coetanea,gentile,dalle movenze decise ma aggraziate.Una donna forte,decisa,che si esprimeva con gesti lenti,pacati ma sicuri,molto professionali.A lui piacque subito quella donna, dai modi gentili e che nell’insieme, esprimeva sicurezza.                                                                                               Viso regolare,capelli scuri fin sulle spalle,altezza media,un bel corpo formoso,sodo, si intuiva sotto il camice.Non aveva nessun anello a nessun dito. Divorziata,separata,nubile?Luca scartò subito il nubilato.Poco probabile per una donna come lei.Era una forte calamita per i maschi . Una brava moglie,un buon lavoro, una madre ideale per i figli.Decise per divorziata o vedova.

Compilata la scheda personale,dell’anamnesi, lei gli chiese perché era li                                                                                                                               <<Devo fare un elettrocardiogramma per iscrivermi in piscina, ma anche perchè mi preoccupa un’ extrasistole, che ho da un paio di settimane e non vorrei che…>>.

Lo invitò a mettersi a dorso nudo,srdaiarsi sul lettino, tirarsi su i calzoni e calare i calzini. l’infermiera, fino allora silente e in disparte,  gli mise tutti gli elettrodi.L’elettrocardiografo parti ed i grafici cominciarono ad uscire dalla macchina.La Dottoressa dopo averlo auscultato con lo stetoscopio ,si mise a guardare con l’infermiera quei grafici.I visi inespressivi. La macchina si fermò,la dottoressa estrasse un paio di diagrammi e andò alla scrivania.

<<Complimenti, è in buona forma,ha un cuore più giovane della sua età!Ha fatto molto sport?>>  Ancora sdraiato, mentre l’infermiera gli toglieva gli elettrodi rispose << No,non ho mai fatto sport.Tutti me lo chiedono, sicuri di avere di fronte un ex atleta.>>

<< E’ in gran forma! Complimenti,si porta molto bene gli anni >> Lui  si rivestì e andò a sedersi davanti a lei, che stava scrivendo il referto.Luca la guardò intensamente,con forte desiderio.Lei percepì,abbassò lo sguardo ed arrossì leggermente.Finito di scrivere,la dottoressa gli diede la cartellina col referto << E’ tutto a posto.L’extrasistole non preoccupa,passerà da sola.Le do un leggero ansiolitico da prendere dopo cena>>              lo guardò un attimo negli occhi, ma li riabbassò subito arrossendo di nuovo .Si alzò per congedarlo e senza guardarlo in viso << La voglio rivedere la settimana prossima per controllare l’extrasistole.Ecco l’impegnativa.Prenoti subito dall’infermiera al piano>>        Luca prese la richiesta di visita e prenotò subito, per il Mercoledì dopo.

La settimana passò presto.L’extrasistole c’era ancora ,anche se meno frequente.             Si ritrovò alla stessa ora del pomeriggio,nella sala d’attesa del piano .  Solo un paio di persone in attesa.Questa volta la porta della 106 era aperta.Silenzio da dentro.Lui timidamente si affacciò.La dottoressa Gerardi alla scrivania, leggeva dei fogli.Sentì la sua presenza,alzò la testa e lo vide.Gli disse di aspettare un attimo.Lui andò a sedersi. Pochi minuti dopo, suonò il display ed apparve il suo numero.Entrò,salutò e si sedette.Lei chiese come andava.<<Meglio,ma il fastidio ancora persiste,anche se con minor frequenza>> la guardava sempre con intensità e desiderio.Lei ancora arrossì un poco . Si alzò di scatto, invitandolo a sdraiarsi sul lettino e denudarsi il busto. Mentre la dottoressa gli fissava gli elettrodi, entrò un’infermiera, che le chiese se avesse bisogno di lei; la volevano alla 104, dal diabetologo.La congedò  tranquillamente.                                                                  << E’ sposato ,con figli? >> chiese lei mentre lo visitava  <<No,sono scapolo e non ho figli>>  lei rimase un attimo sorpresa << Che lavoro fa? E’ molto impegnativo, stressante? >>                                                                                                                                       << Sono un funzionario delle poste.Direi che non è stressante per niente,grazie a Dio>>                                                                                                                                         Intanto i grafici uscivano dalla macchina e la dottoressa li guardò in silenzio, poi li strappò dalla macchina e andò alla scrivania,cominciando a scrivere.Lui rimase sdraiato con tutti gli elettrodi.Aspettò che glieli togliesse.Dopo un attimo,lei scusandosi, si alzò e andò a staccarglieli.I due sguardi si incontrarono,la dottotressa lo abbassò subito ed un lieve rossore le colorì il viso.Lui sentì una scarica proveniente dal profondo del cervello, che lo avvisava di qualcosa.Luca inizialmente ignorò il messaggio, ma quando questo si ripresentò più forte, agì.                                                                                                Luca seduto sul lettino , lei rimetteva  a posto gli elettrodi.Luca la prese e la tirò a se, tra le gambe ,che strinse forte, intrappolandola.Lei reagì fortemente                                      << Ma che fa?E’ impazzito?>>  gridò sorpresa.Non riusciva però a divincolarsi.<< Mi lasci subito o urlo…può entrare qualcuno>>. Lui cercò di baciarla,ma lei spostava la testa a destra e sinistra ,per non farsi baciare.Si divincolava,con i gomiti picchiava sul petto di lui per allontanarlo.Luca si bloccò.Lei ferma.Si guardarono negli occhi.Lui la tirò a se con forza e la baciò forte tenendole ferma la testa con una mano dietro la nuca.Lei  cercò ancora di liberarsi,ma la presa di Luca era più forte.La dottoressa cercò di allontanarlo, con le mani sul suo viso.In un attimo, lui fu in piedi  e rapido le sfilò il camice, che era sbottonato ,sulle spalle,le infilò  le mani sotto la maglietta , stringendole  i seni sodi.        Lei di colpo, non si oppose più,si abbandonò ai suoi baci profondi,alle sue forti carezze.Ansimava fortemente,accesa in viso dall’eccitazione. Luca la sdraiò sul lettino,le tolse la maglietta,tirò su la gonna e giù le mutandine.Per un attimo lei sembrò riprendersi  <<Nooo…nooo..sul lettino noooo>> e scese . Tutti i vestiti caddero in terra. I due corpi si avvinghiarono,si accarezzarono,si strinsero forti. Luca la chinò dolcemente sul lettino e  le fu subito sopra.Un amplesso forte,lungo,  gemiti dei due in un crescendo furioso.Poi l’esplosione,l’urlo sommesso,il rilassamento,i corpi stremati uno sull’altro                  Qualche minuto e Luca si vestì dietro il paravento.La dottoressa seduta sul lettino,il respiro forte e rapido,lo sguardo nel vuoto,il corpo tremante.Poi alzò la testa di scatto e con gesti rapidi e decisi, si rivestì e fu alla scrivania, aggiustandosi bene la chioma ed i vestiti                                                                                                                         Una volta seduta la Gerardi prese a scrivere.Lui  la raggiunse e in piedi, fece per accarezzarle le spalle, chinarsi su di lei e baciarle dolcemente le guance.La dottoressa lo scansò decisamente, fredda e distante lo apostro                                                            << Ma cosa le è preso?!  Poteva entrare qualcuno!Che pazzia! Si dimentichi di tutto! Non è successo niente!>> Lui rimase scioccato da tanta freddezza.Capì che lei non accettava di essersi lasciata andare così,con uno sconosciuto,sul luogo di lavoro. Voleva cancellare tutto e probabilmente, non voleva più rivederlo.                                                              Peccato,la trovava molto interessante.Lei gli porse professionalmente ma gelidamente, la diagnosi con  gli ecg e la solita ricetta . Si alzò e andando alla porta gli disse << Prenoti per la settimana prossima,la voglio ricontrollare bene . L’extrasistole non è ancora sparita>>.                                                                                                                   Luca rimase di stucco,cercò di dirle qualcosa,ma lei lo zittì con un gesto deciso della mano.Lui uscì  sorridendole dolcemente ma senza essere ricambiato.Uscì  e  prenotò  per la settimana a venire.

Nella mente di Luca le domande sulla donna,sorsero spontanee e furono tante.Riuscì a darsi solo poche risposte .Ma non certezze.Solo ipotesi. Ovviamente era una donna insoddisfatta sessualmente e forse anche  sentimentalmente. Non voleva accettare questa realtà,queste sue forti ed incontrollabili pulsioni.Non potendole sopprimere,voleva relegarle,nasconderle in una piccola area della sua vita.Una volta a settimana,con uno sconosciuto.Niente  strascichi sentimentali, familiari e sociali                                           A  lui,per adesso,andava bene così ,ma la curiosità di conoscerla meglio,come donna,fuori  dal camice e dalla ASL, aumentava.

Arrivò il giorno del terzo incontro.Era molto ansioso di sapere come si sarebbe comportata lei. Luca era pronto a tutto;essere licenziato subito o coinvolto nella vita di lei fuori della ASL . O continuare nello status quo.

Come sempre era in anticipo.Diede l’ impegnativa rossa all’infermiera che le diede il numeretto . Si sedette su una sedia metallica, dura ma non scomoda.Come sempre,nel pomeriggio,la Asl era quasi deserta.In attesa con lui ,due suore ed un anziano.Si apri la porta del diabetologo e chiamò l’anziano.                                                                Pochi minuti dopo usci la dottoressa Gloria Gerardi che andò a confabulare con l’infermiera al desk.Poi vedendolo, lo pregò di aspettare un po’.Entrò nella sua stanza e chiuse la porta.                                                                                                                                    Suonò il display e le due suore si alzarono ed entrarono nella stanza  della dermatologa.Era rimasto solo lui al piano.Dopo una decina di minuti,si accese il display e comparve il suo numero.Bussò ed entrò.La dottoressa era seduta alla scrivania. Lo guardò fisso e poi chiese  <<Come va oggi?Meglio? >> <<Si un po’ meglio,anche se il disturbo ancora si presenta>> lui era nervoso, impacciato,non sapeva bene come comportarsi       Con tono tranquillo  la dottoressa<< si sdrai,torace nudo…come al solito,ormai è pratico>>  Mentre lui eseguiva,lei chiese come andava,se c’era miglioramento,Si,si sentiva meglio,rispose Luca,indeciso sulle prossime mosse.Tranquilla, lei gli disse di  denudarsi .Mentre lui eseguiva,lei uscì un attimo,scambiò due parole  con la donna del desk, poi rientrò,chiuse la porta  a  chiave.A Luca non sfuggi e capì.Il pensiero di un altro incontro di amore e sesso,lo fece  eccitare. La dottoressa gli metteva gli elettrodi con calma e precisione,lui si eccitò ancor di più.Non capì se lei, notò il gonfiore nei calzoni.Se lo vide non mostrò nessun segno.Seguì la solita prassi,azionò la macchima,estrasse i diagrammi che mise sulla scrivania.Tornò verso di lui e lentamente  gli tolse gli elettrodi. In piedi davanti a Luca che era ancora seduto a torso nudo,si sfilò il camice,si liberò della camicetta e aspettò che lui l’abbracciaasse e baciasse.  I due corpi  si univano,fondevano,compenetravano energicamente. Una calda fusione di corpi.Niente parole, ma solo gemiti,gridolini,suoni gutturali.  Lui la disterse sul fondo  del lettino,sdraiata a pancia in giu,gambe sul pavimento. La dottoressa si contorceva ,smaniosa,nell’attesa che non fu lunga perché lui in piedi,dopo tante carezze,baci prolungati,dolcemente entrò in lei. Iniziava il gran ballo dell ‘ amore profano,carnale ma anche sentimentale ormai.

Sfiniti,lei riposò sul lettino, per far scemare l’ansimo, i battiti del cuore,il sudore .Luca si sedette sul lettino.Dopo qualche minuto, andò dietro il paravento e si rivestì.Lei si ricompose e subito fu alla scrivania.Questa volta Luca era deciso a porla di fronte ad una scelta.Seduto davanti a lei,aspettò,il referto.Tutto bene,assicurò lei gentilmente l’extrasistole era sparita.Luca prese il coraggio a due mani e cominciò                                                                                                                                     <<Senta dottoressa Gerardi,avrà notato in queste  settimane, che il mio interesse per lei va oltre il rapporto paziente-dottore.Lei oltre ad essere una bella donna è anche una  persona molto interessante e vorrei  conoscerla bene,frequentarla al di fuori di questa struttura.>>

Lui aspettava con ansia la risposta.Gli sembrò che ci impiegasse molto.Lei non si aspettava forse la domanda.Invece, rapida e decisa rispose:                                           <<La ringrazio per i suoi complimenti e sono lusingata dal suo desiderio di conoscermi meglio .Ma io posso solo dirle che possiamo conoscerci meglio anche vedendoci solo qui.Scelga lei.Così o niente!>>                                                                                 Aveva detto tutto con molta calma,senza emozioni,come se avesse proposto di scegliere tra un film ed un altro.

Luca rimase di stucco,Si grattò la testa,si allisciò la guacia con una barba di tre giorni.Scosse la testa.Stava per replicare ma si fermò, capendo che sarebbe stato inutile.Si alzò prese la ricetta e disse <<Allora prenoto visita controllo prossima settimana>>.Vide negli occhi della donna, un lampo di soddisfazione e di orgoglio,di vittoria.

Il pensiero di quella donna cominciava ad essere insistente.Luca riavvolgeva il nastro della memoria,rivivendo le emozioni,il piacere,la passione di quei momenti infuocati,ma poi la voglia di saperne di più,di entrare di più nella sua vita,si faceva forte e persistente.

Formulava ipotesi in continuazione,anche le più assurde, sul perché di quel suo comportamento poco usuale e su come si comportasse nel privato e con chi.                    Non sapeva niente della dottoressa Gloria Gerardi e non poteva sapere niente, continuando così.                                                                                                          La sera a letto,faceva fatica ad addormentarsi,pensando a lei.

Sul lavoro,cominciava ad essere distratto,poco concentrato.Qualche collega se ne accorse e gli chiese se tutto andasse bene.

Cominciò a pensare ad una strategia da seguire, per sapere qualcosa di lei,visto che lei era un muro impenetrabile.

Cominciò con internet.Consultò l’Albo dei Cardiologi della città.Trovò solo che lavorava,oltre che alla ASL, in un centro clinico privato.Niente altro.Niente curricula,niente indirizzo e-mail,niente blog,niente domicilio,niente età,ne stato di famiglia.Passò diverse serate a fare ricerche,ma non seppe nulla di più.Donna molto riservata.                            Provò senza sperarci, anche su Facebook ed Instagram.Solo omonimi.Di lei nessuna traccia.Possibile? Di solito internet e i social, sono un nuovo metodo per farsi conoscere e pubblicizzare  le proprie attività.                                                                                                                                            Che fare adesso? Aspettare fuori della ASL e seguirla.L’idea non gli piaceva per niente e poi,si chiedeva,cosa avrebbe concluso.

Arrivò il Mercoledì.Pensò di non presentarsi.Chissà come lei avrebbe reagito? Poi al pensiero di perdersi un’ora d’amore ,ci ripensò e si presentò puntuale. Tutto andò come le altre volte.Il ricevimento professionale,poi lo scatenamento dei sensi,ed infine il ritorno alla normalità e formalità, con il nuovo  appuntamento.Lui provò ad intavolare un dialogo qualsiasi ,per iniziare a superare il muro e sapere qualche notizia,ma sbattè sulla solita barriera.

Passò un’altra settimana col chiodo fisso di lei e di come fare per coinvolgerla nella sua vita ,in una relazione il più normale possibile. Almeno sapere ,per adesso ,chi era e cosa faceva.Si sarebbe messo un poco l’anima in pace.Immaginava che fosse sposata e con figli.Ma tra immaginare e sapere,ce ne corre.

Il Mercoledì seguente, decise di non presentarsi.Voleva muovere un po’ le acque.Vedere l’effetto che fa.Il giorno dopo,la mattina di Giovedì,andò però alla ASL per farsi riconfermare l’appuntamento saltato, per il Mercoledì successivo,stessa ora.Non fu possibile,anche se inventò mille scuse.Riusci ad ottenerlo solo per il successivo Giovedì pomeriggio,come ultimo,alle 18,30.Quindi un’altra settimana. Con impazienza aspettò,per vedere come l’avrebbe accolto,dopo la sua assenza non preannunciata.

Alle 18 del giorno fissato, Luca era già seduto nella sala d’attesa del primo piano,a lato della stanza 106. Era solo stavolta.Dopo una mezz’oretta di attesa nervosa, la stanza si aprì ,il display suonò,comparve il suo numero e la dottoressa  lo accolse con la massima inespressività.Una sfinge.Lei non chiese nulla.Luca si giustificò,scusandosi per un impegno improvviso,fuori città.Non aveva fatto  in tempo a disdire.Lei sempre senza mostrare nessuna sensazione,gli chiese come stava.                                                                 Cominciò il solito “programma”.Mentre Luca si denudava il torace,la dottoressa chiudeva la porta,gli applicava gli elettrodi.Finito l ‘ECG fecero l’amore,come sempre.Alla fine, ricomposti ed alla scrivania,lei compilò il solito referto.Chissà che diavolo  scriveva, per giustificare quelle visite settimanali.Lui li aveva letti, ma non ci aveva capito un granchè.Glielo consegnò,<< Bene!Adesso è tutto a posto.Anche l’extrasistole è sparita, perciò non c’è più bisogno di rivederla la settimana prossima>> .                                  Luca ci rimase molto male.Non reagì.Era stordito.                                                        <<Lei però è sempre libero di controllarsi,per maggior sicurezza,ma in privato.Qui per la ASL, non ci sono più giustificazioni valide>>  Lui capì al volo.Nel privato, basta pagare! Lo scampato pricolo di non rivederla più, gli fece  comparire sul viso un gran sorriso.Prima di accomiatarsi,lei gli diede un biglietto da visita del centro clinico dove lavorava il Lunedì e Venerdi .Luca soddisfastto,uscì dalla ASL che faceva notte.

La mattina dopo,prenotò subito al centro clinico privato .Gli fissarono la visita solo per il Venerdì successivo.Chiese di potersi presentare sul tardi e l’accontentarono, mettendolo per ultimo,alle 18,30 circa.Centoventi euro.Nella media.Passò quella settimana,a chiedersi  se nel privato,sarebbe  cambiato qualcosa.In meglio.A lui sarebbe piaciuto uscire dalla segretezza,clandestinità,al di fuori dell’ambiente di lavoro.

Il Venerdì, era come sempre , in anticipo.Alle diciotto stava già nella sala d’aspetto,molto diversa dalla ASL. Grandi divani,poltroncine,sedie in legno e foderate,quadri alle pareti e piante,tante piante.L’orario era indovinato.C’erano solo tre persone in attesa,per altri medici.Presto rimase solo.Verso le sei e mezza, si presentò nella sala, la dottoressa  chiamandolo per nome,lo invitò a seguirla.Percorsero un breve corridoio, ben illuminato da una grande porta finestra.Lo studio era ben arredato, con attrezzature nuove di zecca,almeno così gli sembrarono.Scrivania e lettino in legno.Robuste e comode entrambe. Sbrigarono presto i convenevoli e poi lui fu subito a torso nudo ,sul lettino.La dottoressa  stavolta non gli mise subito gli elettrodi, ma lo auscultò bene con lo stetoscopio.Lo fece sedere e gli sentì la schiena. Tutto bene.Lo fece risdraiare.Sempre con tono professionale,privo di emozioni.Gli fece togliere calzoni e mutande.Luca meravigliato,tentennò un poco,poi si denudò completamente . Le mani di lei gli sentivano l’addome,il fegato,l’intestino e la vescica.Alla domanda come andava con la prostata,lui rispose subito benissimo,non voleva assolutamente che lei gli sentisse la prostata.Lui continuava ad essere meravigliato da questa visita generale.Si ricordò che era in uno studio privato,a pagamento.                                                                                     <<Bene! Tutto a posto! E’ in ottima forma.La visita per me è finita.Rimanga qui,non si muova>> Andò rapida alla scrivania e scrisse il referto.Tornò da lui, cambiò espressione, gli fece qualche domanda sull’attività sessuale. Gli prese in mano il pene e  cominciò ad eccitarlo.Giocarono all’antico gioco del dottore,a ruoli invertiti però.Poi si scatenò ,in entrambi ,la passione e fu sesso intenso .                                                             Esausti si ricomposero lentamente.Una volta alla scrivania,lei gli porse il referto.Luca  cominciò il discorso che si era preparato bene in settimana. La dottoressa Gerardi, alle prime parole,capì , si alzò e fece per andare alla porta per  congedarlo.Lui  le sbarrò la strada << E no! Questa volta mi deve ascoltare>> disse con tono deciso  <<si sieda e ascolti bene.Altrimenti qui faccio un casino e qui non siamo alla ASL>>                           << Guardi che io posso mettermi a strillare e gridare al violentatore!>> rispose lei .  Lui sorrise << La mia contro la sua di parola.Sarebbe un casino uguale. A lei non conviene assolutamente.Si sieda e mi ascolti>> Lei si sedette.Questa volta era lui col coltello dalla parte del manico.Il chiasso,lo scandalo, era l’ultima cosa che lei voleva.Luca ne era sicuro.Si sarebbero scoperte, anche tutte le visite e gli ecg, fatte alla ASL, senza motivo.

<<Così, questa relazione o come vogliamo chiamarla,non può continuare.Dobbiamo uscire da questa specie di clandestinità>> lei lo ascoltava ora, molto attenta e tesa       << capisco che può essere eccitante fare l’amore, di nascosto, in mezzo alla gente,ma non lo sopporto più.Poi adesso devo anche pagare>>  il volto di lei si rabbuiò ,Luca la rassicurò << No,non volevo dire quello…Io proporrei una cosa>> lei continuava a seguirlo attentamente.Non interrompeva.Sicuramente,alla fine,sarebbe stata telegrafica << lei potrà continuare a mantenere il suo incognito,non farò nulla per infrangerlo>> mentiva sapendo di mentire <<ci mettiamo d’accordo, su un posto dove incontrarci.  Sarà lei a decidere il giorno e l’ora!>> Luca si fermò, cercando di leggere qualche cosa sul volto di lei, vide contrarietà ma anche,interesse <<potremmo fare a casa mia.Io non ho problemi.Lei viene e rivà tranquilla.Oppure posso affittare un pied-a-ter , una stanza in un alberghetto,discreto,familiare,in zona tranquilla.Ce ne sono tanti….>>,lui a questo punto, cercò di mettere il carico da undici   << Io non voglioche questo rapporto finisca perché…perché mi sono accorto…mi sono accorto che…in fondo mi sono innamorato di lei>> con un certo sforzo si era confidato <<  Non posso  pensare di non rivederla .I nostri incontri mi hanno coinvolto troppo, nel profondo.Però,non posso più continuare così.E’ troppo penoso il “dopo”,l’attesa,il vuoto di giorni e giorni. Voglio “normalizzare” questo rapporto,così strano,insolito.Insomma voglio altro oltre al  sesso>>                               Forse aveva detto una parola di troppo.Tacque.Alcuni secondi silenziosi che sembrarono infiniti.Poi, un gelido no di lei, che si alzò per congedarlo.Fu come una secchiata d’acqua gelata per Luca che la guardò quasi supplicandola,poi sconsolato si alzò e si avviò alla porta.Uno sguardo prima di aprire la porta ed un altro no di lei.O così o niente!Mogio mogio , uscì e scese le scale lentamente.Uscì nella sera tiepida della tarda primavera e si incamminò verso la fermata dell’autobus.Non vedeva la gente intorno a se.Si sentiva pesante e al tempo stesso vuoto.Neanche si rese conto di aver preso il bus ed essere tornato a casa,tutto immerso nei suoi pensieri tristi. Si sdraiò sul letto al buio.Non cenò. Quella notte non dormì.                                                                                               I giorni che seguirono, furono per Luca, giorni bui.                                                          Pessimo umore,stanchezza,pessimismo,irritazione e rabbia. Si era veramente innamorato di quella donna.Eppure non conosceva niente di lei, se non il bel corpo,la sua sensualità.O forse,invece, si era innamorato del mistero? Succede spesso.Quasi per consolarsi, si disse che se magari,avesse poturo frequentarla “normalmente” e conoscerla bene ,forse l’amore sarebbe rapidamente sfumato Però con i se e con i ma, non si combina mai niente.

Cercava di distrarsi.Cinema con amici.Serate da ballo.Pizze e cene in allegria. Però  in queste occasioni, beveva un po’ più del consentito. In mezzo alla gente,all’allegria degli altri,si sentiva più triste ed era spinto a bere ; ma si sa che l’alcol non fa dimenticare nulla, ma aumenta il dolore.

Più volte fu sul punto di cedere e tornare a vederla, nel suo studio.

Dopo una ventina di giorni,una sera,dopo cena,mentre guardava la tv,squillò il telefono fisso.Numero privato,diceva il display.Rispose.Rimase di stucco per la sorpresa.Dall’altra parte la voce della dottoressa   << Buonasera sig.Luciani. Disturbo?>> <<No,no,lei non disturba mai dottoressa!>> rispose con voce rauca dalla commozione << Ha poi provveduto a quella cosa?>> chiese lei con tono ironico.Aveva abbandonato,la neutralità,la professionalità inespressiva <<Quale cosa?>> chiese Luca, mentre gli veniva in mente.L’affito di una garçonniere,di una camera d’albergo o similari.Imbarazzato e molto ,timidamente    <<…mmm…no non ancora…non pensavo…>> lei decisa << Provveda al più presto.La richiamo fra qualche giorno>> e riattaccò.Luca rimase con la cornetta in mano,fermo,bloccato, stupito.Poi si riprese e di corsa, andò a navigare in internet, per trovare una stanza,in un albergo familiare,in zona  tranquilla.La trovò in un quartiere, di fine ottocento,che conosceva bene,in stile liberty,in un edificio a due piani,con una decina   di stanze.Frequentato soprattutto da giovani stranieri,studenti o turisti.Una “location” graziosa,tranquilla,signorile.

Erano le dieci di mattina,quando Luca entrò nella stanza dell’albergo.Arredata con gusto,non lussuosa,ma calda.Aveva detto alla padrona,una donna di mezz’età simpatica,gentile e molto professionale, che aspettava una signora,di farla salire subito.Per i documenti aveva fatto tutto lui,con la dicitura Luciani e signora.Lei arrivò dopo un quarto d’ora.Gli disse subito che era libera fino alle tre.Poi sarebbe dovuta andare.Lui non fece domande.Passarono quattro ore d’amore,di sesso,di passione.Infine lei soddisfatta e contenta ,se ne andò,dicendogli di confermare la stanza,per la settimana successiva.

Luca era contento che tutto fosse andato bene;che si fosse trovata bene ,ma lui sempre più desiderava  uscire con lei,passeggiare,fare compere,pranzare al ristorante,andare al cinema e teatro,andare a ballare.

Continuarono a vedersi così fino all’estate.Negli incontri,Luca  si confidava,le raccontava la sua vita,del suo lavoro.Lei lo ascoltava interessata , gli faceva tante domande.Lui aprendosi così,sperava che anche lei si decidesse a raccontarsi un poco.  A fine Luglio, la dottoressa, gli diede appuntamento per i primi di Settembre. Finalmente andava in vacanza.Non disse ne dove e ne con chi.Luca  sperò che a Settembre, lei si rifacesse viva,perché le vacanze a volte, sono la causa o l’occasione ,di una cesura con certe situazioni.

Arrivò Settembre e l’unica cosa che cambiò, fu il giorno e l’ora.Si passsò al Lunedi dalle 12 alle 16,30.Questo cambio, diede a Luca meno problemi per il lavoro. lui si apriva sempre di più,raccontandole anche molti particolari intimi.Lei ora, sapeva moltissimo della sua personalità,della sua vita,del suo lavoro,della sua vita sentimentale.                                                                                                               Gloria aveva abbandonato la freddezza,il distacco,il tono professionale e quando stavano insieme ,era molto dolce,tenera,amorosa.Si davano del tu e si chiamavano per nome.Però Gloria alzava sempre il muro, sul privato, presente e passato.

Le settimane passavano così,con lo stesso copione.

Un pomeriggio Luca ,andò dal suo dentista, per una leggera carie.Lo studio era all’altro capo della città ,il traffico sempre intenso,il parcheggio un problema.Il dottore gli curò la carie,gli diede degli antibiotici e gli disse di tornare la settimana dopo per  sistemare il dente.Sperava di salvarglielo dall’estrazione.                                                                   Luca uscì  in strada e dallo studio e lentamente si diresse verso la via, dove aveva parcheggiato. Percorse  via larga e trafficata,piena di negozi e di gente che affollava i marciapiedi per lo shopping.Si mise a guardare qualche vetrina di abbigliamento.Da un grande specchio di una vetrina, gli giunse l’immagine di Gloria, che passava alle sue spalle.Si voltò di scatto.Era passata.La vide svoltare in una traversa,una via secondaria, tranquilla,alberata e a senso unico.                                                                                Si chiese che fare.Raggiungerla e parlarle? Seguirla e vedere dove andava o chi incontrava? Ma a che pro?Pochi secondi e decise.                                                            La seguì!

Il Lunedì arrivò presto e con esso il momento della verità.Luca alle undici era gia in camera ad attenderla,nervoso .Gloria arrivò  solo poco prima delle dodici ed era radiosa,contenta,lo abbracciò e baciò forte forte.Luca non rispose a questi baci.Lei lo guardò negli occhi e gli chiese<< Hai dei problemi?>> <<Si>> rispose secco.Gloria premurosa <<Quali?>> << Tu >> Meravigliata lei <<Come…>> vide lo sguardo di Luca.                                                                                                               Sapeva!                                                                                                                       Scese un silenzio pesante tra i due.Seduti sul letto, di fianco,Luca guardando il pavimento, le raccontò come l’aveva vista e seguita .Ora voleva sapere.Gloria cominciò a singhiozzare <<Chissà cosa penserai di me adesso…>> << Adesso? Casomai prima!Pensavo che avessi marito e figli e che evadessi un po’ dalla routine quotidiana…>> Luca le asciugò le lacrime e aspettò che si calmasse un poco per ascoltarla.                                                 << Si,sono una suora laica…abito in quell’istituto religioso,dalla morte dei miei…>>           << Cioè? Che vuol dire suora laica?>>                                                                           Gloria  cominciò un lungo racconto,intervallato,da sospiri,singhiozzi e moti di pentimento,a volte drammatici.

Da bambina era stata molto religiosa e sognava di diventare suora,fare la madre superiora.I genitori storcevano un po’ il naso,ma erano tranquilli.Pensavano che col crescere,una volta signorina,le idee le si sarebbero chiarite.Infatti arrivata al liceo la frequentazione dei compagni, le fece  dimenticare la vocazione religiosa.

All’università conobbe un  compagno di studi,di un paio d’anni più grande.  Fu grande amore.Lei sognava il matrimonio,una casa e dei bei figli.Ma quando lui si laureò, la lasciò per tornare nella sua città e sposare un’amica di famiglia,che era sempre stata la sua fidanzata ufficiale.Il colpo fu grave.Cadde in una forte depressione.Smise di studiare.Stava per lasciarsi andare.Ma per fortuna,ricomparve prepotente ,la fede,la vocazione e ad essa si aggrappò con forza.                                                                Giurò di non voler più conoscere uomo e dedicarsi solo a Dio e a fare del bene.Finì gli studi e comunicò ai genitori la volontà di farsi suora.Loro furono decisamente contrari e la ostacolarono duramente. Con il padre ebbe liti furiose.Doveva fare la sua professione,per la quale lei aveva tanto faticato e loro si erano sacrificati molto.Sposarsi ed avere dei bambini.A fare le suore ci vadano le africane,le asiatiche, le orfanelle e le poveracce,erano i pensieri dei genitori.                                                                                                Straziata da quel contrasto,giunse ad un compromesso.Non rinunciò alla professione,non vestì gli abiti,ma prese i voti di castità,povertà ,dedizione e ubbidienza.                       Una suora che viveva nel mondo ma che aveva preso i voti.Una suora senza tonaca insomma.                                                                                                                Era andato tutto bene, fino al giorno che lo vide entrare nel suo gabinetto alla ASL.          Galeotta fu quell’extra sistole!

Finito il racconto,ci fu un lungo silenzio tra i due amanti per assimilare,riflettere, metabolizzare,pensare al futuro.

<<Bene!Molto interessante,insolito e romanzesco.Ma adesso che facciamo?>> Altra lunga pausa di silenzio <<Io,adesso non posso continuare così come se nulla fosse. Non per motivi religiosi,ma mi sentirei come un sacrilego,una figura diabolica nel mio immaginario ,formatosi da bambino.Mi sentirei sempre in un ambiente chiesastico conventuale, che non mi è mai piaciuto e non mi eccita.So che ad altri   questa cosa l’ecciterebbe al massimo. A me no! Mi sembra la storia della monaca di Monza>>ma cercò di alleviare il peso del significato <<non voglio dire che sei come lei,per carità.Anzi tutt’altro! Sono sicuro che saresti un’ottima moglie e madre!>>                                                           Gloria rimaneva in silenzio. l’iniziativa ora spettava a lei. Ma fu Luca che prese coraggio e propose <<Potresti andare dal Vescovo,dal Cardinale,dal Papa…insomma da chi di dovere e farti rilasciare,tornare allo stato laico,libera .Ci sono in giro tanti preti spretati, che si sono sposati ,con tanto di permesso….>> Lei continuava a tacere <<Anche da laica potrai continuare a fare volontariato,beneficenza e…>>                                                      <<Ma ti rendi conto di cosa ho fatto!>>  <<Adesso non farti prendere dai sensi di colpa! Come hai fatto fino adesso? Continua così!Mica  hai fatto niente di male!Ti sei lasciata andare all’amore umano!Una cosa naturale che fan tutti!>>                                    <<Ho infranto i voti e….>> Luca la interruppe con veemenza<<..eeehh capirai! Fossero  questi i mali del mondo!Dimmi a chi hai fatto del male?Chi hai danneggiato? Perché nella vita è questo che conta,solo questo!>> Lui insistè cercando di convincerla,che  così non potevano più continuare e che lui l’amava e voleva che andassero a vivere insieme,come due persone normali.

Per decidere le diede tutto il tempo che voleva.Era una decisione  importante e non voleva forzarla.Voleva che lei fosse sicura della scelta.

 

Il racconto finisce qui,perché non sappiamo cosa lei  decise .                                            Il lettore è libero di immaginare,in base alla conoscenza fatta delle persone,dei fatti narrati,delle loro idee in proposito,di dar loro una conclusione a questa storia.

Se per caso,lo scrivente,venisse a conoscenza di ulteriori fatti ,non mancherà di renderli noti ai suoi lettori molto pazienti.

Gian Luigi Bellini      –   Ottobre 2017

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