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AL LAGO CON LIBBY

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AL LAGO CON LIBBY
Luglio 1996 – Inghilterra
La piccola auto,una opel corsa,l’auto delle signore borghesi inglesi,correva verso i laghi del Cumberland.Al volante Libby,una graziosa signora scozzese, ma ormai da anni abitante e radicata sulla costa nord est inglese. Vicina ai cinquanta,bionda ,minuta ma ben proporzionata,allegra.Al suo fianco Luca,italiano di Roma,di bell’aspetto,simpatico e bonario,oltre i cinquanta,ma senza dimostrarli.
I due amanti non erano soli in auto.
Dietro,erano in tre.La figlia,rossa,lentigginosa,di quattordici anni.Il figlio,alto,robusto, di quindici.Un’amica della figlia di sedici .Tutti insieme,per passare una giornata spensierata al lago,in una bella e rara giornata inglese di sole.
A lui,che aveva avuto l’idea di andare a vedere quella incantevole regione dei laghi,non piaceva però l’idea, che l’amica, si fosse portata anche i due figli.Aveva sperato, in una piacevole giornata a due. Si erano conosciuti come pen-friend,cioè amici di penna.
Di ritorno da una vacanza in Giordania,Luca si sentiva frustrato perché gli era sfuggita un’avventura con una bella signora,in un lussuoso hotel di Amman,per colpa dell’inglese.
Conosceva la lingua dai tempi di scuola,sapeva un po’ leggerlo ma trovava molto difficile parlare,fare un discorso compiuto e capire subito,senza richiedere,quello che dicevano gli altri. Decise quindi,di iscriversi ad una scuola d’inglese,per non avere più contrattempi,fare brutte figure.
Per far esercizio nello scritto,gli insegnanti suggerivano di corrispondere con persone di lingua inglese. Lui aveva scelto di scrivere ad un paio di signore, due insegnanti,ed aveva cominciato una relazione epistolare,una conoscenza linguistica e personale. Volersi conoscere di persona,dopo tante lettere,scambi di fotografie,fu la naturale conseguenza.
Lei divorziata,con cinque figli, due dei quali a casa,lo aveva invitato a trascorrere una settimana in Inghilterra,a casa sua. Una piacevole “full-immersion”,pensò Luca ed accettò l’invito con entusiasmo. Si accordarono per la seconda settimana di Luglio.
Atterrò ad Edimburgo e dopo un giorno nella città scozzese,con l’auto presa a noleggio,prese la strada a sud, per la cittadina costiera dove viveva la signora. Come sarebbe stata quella settimana? Sarebbero andati d’accordo? Come si sarebbero comportati i due figli, con quell’”intruso” italiano?
Interrogativi che gli frullavano per la mente da quando era atterrato.Si rese conto di aver fatto veramente, un azzardo.Andare a casa di una signora conosciuta solo da pochi mesi, tramite lettere in inglese.
Si adesso scriveva molto meglio,con più facilità in quella lingua,ma un incontro così al buio, non l’aveva mai fatto. Per una settimana.In terra straniera, in trasferta.Si diceva che,nel caso le cose non fossero andate bene,se loro due non si fossero piaciuti,lui avrebbe girato per il paese,visitato interessanti cittadine del nord est england, andando ad alloggiare in albergo .
Ma come si dice,la fortuna aiuta gli audaci.Più che audace però si sentiva un po’ irresponsabile.Gli amici glielo avevano detto,ma lui seguiva sempre il “cuore” e questo gli diceva di andare.
Quella mattina,Luca e l’allegra compagnia,erano partiti appena fatto giorno , per arrivare, verso le dieci,dopo aver attraversato il paese in largo,coast to coast, come direbbero le persone “in”,sul lago di Windermere,il più grande del Lake District.
Il Cumberland ,la zona dei Laghi,era per Luca,forse,la parte più graziosa dell’inghilterra. Laghi grandi e piccoli,tra le colline,con molti paesini caratteristici sulle rive. Libby si fermò in un grande parcheggio attrezzato per le lunghe soste.Diede ai figli dei soldi per la giornata, poi disse loro che dovevano trovarsi li, alle cinque precise del pomeriggio. Luca rimase meravigliato.Ma come,la signora lasciava tre ragazzi minorenni,in giro soli,per tutta la giornata,al lago.Inconcepibile per una famiglia italiana .Le chiese conferma, per sicurezza,poteva darsi che lui avesse capito male.La risposta di lei fu tranquilla,normale.Non c’era niente di strano. Si rese conto che il concetto di famiglia,o meglio il vivere la famiglia,era molto diverso che in Italia.
I ragazzi,allegramente se ne andarono per conto loro e loro due s’incamminarono, a braccetto,come due fidanzatini, verso il lungolago.Ogni tanto lui, le dava un bacetto,mentre allegramente parlavano.Lei si scherniva.In pubblico era molto contenuta,non si lasciava andare ad effusioni .In fondo era inglese,anzi scozzese!Anche se era il quarto giorno, che “stavano insieme”.
Quando Luca arrivò a casa di lei,sull’auto noleggiata, era primo pomeriggio. C’era il sole,dopo una mattinata di pioggia.Il quartiere periferico,con tante casette bianche,unifamiliari,due metri,non di più,di verde davanti.La porta sul lato sinistro.A fianco dell’ingresso la sala grande al piano terra,dietro una cucina abitabile,i servizi ed una veranda sui due metri di verde, sul retro.
Le scale dall’ingresso,portavano al primo piano,dove erano tre camere da letto ed il bagno grande.Una camera matrimoniale e tre piccole per i figli.Muri in cartongesso ma resistenti al clima inglese.Casa popolare, da piccola borghesia inglese.Parcheggiò l’auto ,nel poco spazio davanti casa,in modo da non intralciare il passagggio delle auto dei vicini, delle casette attigue e uguali. Fu accolto molto calorosamente da Libby che lo presentò ai figli, orgogliosamente,forse nella speranza di generare in loro, rispetto. Lui era un giovanotto,più alto di Luca,robusto e lei una ragazza graziosa,rossa e lentigginosa. A Lui sembrò di essere stato accolto benevolmente, da tutti. Meno male.Il soggiorno cominciava bene.Da italiano,temeva una reazione negativa, del figlio grande. A cena,tutti insieme,crearono un ‘atmosfera familiare, amichevole, accogliente.Luca gradì molto, il comportamento dei figli nei suoi riguardi.Forse dei figli italiani,non sarebbero stati tanto accondiscendenti al desiderio della madre, di ricominciare un po a vivere, dopo il divorzio ed anni di solitudine,per giunta con uno straniero e italiano. Gli uomini italiani,di solito non godono buona fama in inghilterra.Si ammira molto l’Italia,la sua arte,cultura,la sua storia,il carattere e la simpatia degli italici.Ma si diffida del singolo,che si ritiene poco serio,non rispettoso di regole,cialtrone,imbroglione ed anche profittatore.Viene apprezzato dalle donne,solo come “latin lover”,solo per un’avventura.
Per fortuna Luca trovò tutto, come meglio non poteva sperare. La sera,dopo una sobria cena a base di braciole di maiale,broccolo scottati e conditi con salse locali,bagnate da tazze molto capienti di un te forte,scuro,dal sapore pregnante di tannino,Luca chiese a Libby se l’accompagnasse a vedere un pub tipico della citta. Nella giornata di visita a Edimburgo, Luca la sera, aveva esplorato i migliori pub della città,affollati da giovani di entrambe i sessi, impegnati nella missione di bere tanta birra .Come in una sfida fra loro e fra se stessi.Sfida,che il morigerato Luca, non comprese e non poteva comprendere.
Il paese , non poteva offrire il lusso e la varietà della grande citta di Edimburgo. Libby lo portò in quello più grande e piu frequentato dai giovani.Si trovò in un affollatissimo locale,dove si stava tutti in piedi,dato che i posti a sedere erano ben pochi e tutti stabilmente occupati.Il locale si svolgeva su due piani.Ambedue erano stracolmi e si doveva bere e conversare in piedi ,tra la calca. Luca non si divertì molto a bere un boccale di birra,in piedi,in mezzo a tanta gente, che ogni tanto spintonava,costretto a parlare a voce molto alta, per superare il gran rumore ambientale, delle chiacchiere degli avventori. Bevevano veramente forte.Boccali di birra, tracannati in poco tempo. Finito il suo boccalino,Luca chiese se volesse tornare a casa,era stufo di quel chiasso e di stare in pedi. Tornarono a casa.Si accomodarono sul divano della sala,al piano terra.I figli erano già nelle loro camere. Non ci volle molto a Luca per capire quello che lei desiderava.Le mise il braccio sulla spalla,la tirò a se e la baciò.Dopo un quarto d’ora di effusioni, lei decise che era ora di continuare , comodamente, nel suo letto,nella camera di sopra. I figli dormivano,nelle loro camerette,quando salirono.Almeno così pensava Luca,ma non ci avrebbe scommesso. Per lei era come entrare in un’altra dimensione.Dopo il divorzio,cinque anni di solitudine,ora aveva deciso di riprovare,rimettersi in gioco,voleva vedere se fosse stata ancora capace di amare,di provare con un altro uomo ,le sensazioni di un tempo.Entrava titubante ma speranzosa, in una nuova situazione.Una decisione apparentemente facile e rapida, ma in realtà a lungo ponderata.

Fecero l’amore.Prima timidamente,prudentemente,come quando si entra in un territorio sconosciuto e si procede guardinghi.Poi acquistando sicurezza e ricevendo risposte sensoriali adeguate e soddisfacenti,si lasciarono andare al desiderio ed alla passione,finendo in crescendo. Luca notò, con curiosità,che le parole spontanee, che sgorgavano senza filtri ,dalla bocca della donna,ovviamente in inglese,non erano poi diverse da quelle delle italiane.Eccetto le prime,che forse paurosa dell’irruenza “italiana”, pronunciava come preghiera “Gently,gently…” Poi le banalissime “Oohhh yes,yessss”invitanti, seguite da rafforzative “Good…good..” “Wellll….wellll” o supplichevoli come “more…much more….more”
con il solito finale di “ ..oohhh GOD…oohhh GOD….come…come ..”.
Il giorno dopo,andarono a Durham a visitare la città,la Cattedrale Normanna ed il castello del XI secolo ancora intatto tanto che all’interno vi è l’Università Una discreta giornata,metereologicamente parlando,una piacevole gita turistica, dei due neo amanti, in versione fidanzatini affettuosi.Lei era molto allegra,contenta,gli occhi le brillavano di una luce intensa.Luca pensò che non c’era niente di più bello,che avere a fianco una donna soddisfatta e gioiosa.

Tornati a casa,a sera,Libby sistemò con rapidità i due figli,Gwen a dormire a casa di un’amica.Il figlio a casa della sorella a giocare colla cuginetta, che gli era tanto simpatica.Poi preparò una cena frugale.Del pollo alla piastra, con verdure lesse.Gli inglesi,le verdure le scottavano più che cuocerle,notò Luca,ma le gradì condite con una salsina leggermente piccante. Lui era stanco,per la giornata da turista e pensava di passare,prima di andare a letto,un paio d’ore,tranquillamente davanti alla TV per migliorare la percezione delle parole.Lei dopo aver governato la cucina,gli chiese se poteva lasciarlo solo una mezz’oretta.Aveva da fare una cosa urgente.Lei salì sopra e lui si adagiò sul divano davanti alla TV.Un bel documentario sull’Africa.
Stava per addormentarsi davanti all’elegante corsa di una gazzella in fuga,quando senti i tacchi di lei scendere le scale.Si affacciò alla porta frizzante e gioiosa e con un gran sorriso l’apostrofò “Hiiiii”! Indossava un vestito da sera,che la fasciava tutta ed aveva in mano una bottiglia di vino rosso. Voleva festeggiare la nuova amicizia.Mise della musica dei Beatles ,che lei amava,e fece stappare la bottiglia. Seduti sul divano chiacchierarono e gustarono il buon vino italiano,scambiandosi lunghe e profonde effusioni amorose. Libby aveva preso coraggio e raggiante ,si sciolse dolcemente in una notte intensa d’amore.
La mattina dopo,furono svegliati,dopo le nove,dal ritorno dei figli. Fatta colazione, andarono a visitare la cittadina di York,come da programma. Luca ammirò la grandiosa cattedrale gotica,poi visitarono il castello. Passeggiarono,abbracciati come due giovani innamorati,per le tipiche stradine del centro storico. Si scambiavano bacetti,toccatine,affettuosità varie.Una coppia molto contenta. I figli naturalmente rimasero a casa. Se la cavavano bene, da soli.Lei dava le istruzioni su quello che dovevano fare durante la giornata, poi loro due partivano, in visita turistica ,di quella zona dell’Inghilterra.Sempre tutto tranquillo,nessun problema.Non era una famiglia italiana.

Al lago,Il tempo trascorreva piacevolmente,la giornata era assolata. Arrivato mezzogiorno,si inoltrarono nelle stradine del paesino e si misero seduti ad un ristorantino,con vista sul lago. Pollo e patate con birra.Un classico,si andava sul sicuro. Luca mentre mangiava e conversava allegramente con la donna,pensava ai tre ragazzi.Dove erano,cosa facevano,mangiavano qualche panino? Lui all’inizio, era sicuro che si sarebbro incontrati anche più volte, durante la giornata.Invece, quel luogo, era più vasto del previsto. Dopo mangiato si incamminarono verso l’imbarcadero,dove stettero a guardare l’arrivo di un battello, che faceva servizio sul lago , affollato sia da turisti che da gente locale.Fatte alcune foto del lago e degli uccelli acquatici che lo popolavano,si incamminarono verso un grande prato , ai bordi del lago.Un bel posto erboso,in leggero pendio verso la riva.Molte coppie erano sdraiate a terra , a prendere il sole e ad amoreggiare.
Luca e Libby si sdraiarono contenti e sorridenti e non persero tempo a fare come le altre coppie. Lei gli chiese se era soddisfatto di lei,del suo soggiorno inglese.Lui la guardò profondamente negli occhi e lei,arrossì un po’. Luca le assicurò, che era soddisfattissimo di lei,che era una bella donna, simpatica ,piacevole. Lei gli chiese, se era soddisfatto di come lei faceva l’amore.Aveva paura di non poter soddisfare un italiano,si sentiva come una bambina inesperta, di fronte ad un grande amatore. Luca rimase un po’ stupito.Evidentemente la signora ancora “viaggiava” con l’idea dell’uomo italiano,grande amatore. Pensò, che queste, erano idee da anni cinquanta e sessanta! Ormai non era più così! Possibile che la lady non fosse aggiornata! La televisione,le auto,il traffico,il frigorifero sempre pieno,i chili di troppo,il colesterolo,le vacanze iperattive,la rivoluzione proletaria con tanto di guerriglia urbana,il femminismo e la “rivoluzione sessuale”,il divorzio,l’aborto,le droghe,le discoteche,l’alcol,gli sballi e le botte di vita,i cellulari,il web,gli smartphone sempre connessi,i gay pride in ogni dove,avevano cambiato tutto,anche l’homo italicus!L’italian lover era ormai un pallido ricordo!
Luca si chiese se dirglielo,informarla bene ma deluderla un po’. Pensò che fosse meglio di no.Meglio renderla orgogliosa,per essere stata all’altezza,di un tipico latin lover italiano,di averlo pienamente soddisfatto.Una grande soddisfazione per lei,una piccola donna di provincia ,scozzese. Ripresero con forza,passione ,il cosidetto “petting” inglese. Le promise un’altra notte d’amore intenso,passionale! Raggiunsero la pienezza sessuale, anche così ,sul prato,all’aperto.Una cosa da arrossire per la signora. Soddisfatti,sdraiati supini, si rilassarono, guardando il cielo che era ancora sereno. Luca però ,non poteva scacciare la sottile sensazione di disagio che lo pervadeva ;pensava che i figli di lei ,potessero sopraggiungere e vederli amoreggiare, all’aperto,in pubblico.Lei invece,stranamente, era tranquillissima.Lui le affacciò l’ipotesi.Lei rise e la eliminò subito, come assai improbabile . Sdraiato accanto a lei,pensava a cosa avrebbero scritto i giornali in Italia, se un ragazzo si fosse fatto male,fosse annegato .
A grandi caratteri << MADRE SNATURATA LASCIA SOLI I FIGLI MINORI AL LAGO PER STARE CON L’AMANTE ITALIANO >> Invece lei era tranquilla, tutto normale.Altra gente gli inglesi!Ma perché era lui, a doversi preoccupare,si disse infine ? Scacciò questi pensieri e riprese con il “ petting”.Era tutto preso dai baci di lei, quando sentì un lungo e fragoroso tuono.Si fermò.si guardò in giro e vide che in lontananza,da terra si avvicinavano nuvole nere,temporalesche.Lui si preoccupò un poco, ma lei lo tranquillizzò. Non si sarebbero presi il temporale, li sul lago. Allle quattro e mezza,decisero che era ora di tornare alla macchina. I tuoni, continuavano a preannunciare il temporale,che inesorabilmente si avvicinava.Arrivarono all’auto ,che mancavano cinque minuti alle diciassette.Luca cominciò a pensare, che i ragazzi non sarebbero arrivati e che avrebbero dovuto aspettarli parecchio .Intanto il temporale stava arrivando. Con grande stupore,lui li vide arrivare alle cinque in punto,allegri e soddisfatti.Come da noi in Italia,pensò ironicamente Luca,pensando a quante volte, bisognava chiamarli, ripetere le cose ai figli.
Partirono.La madre cominciò a chiedere ai ragazzi, cosa avessero fatto,se avessero avuto problemi o meno.Tutto a posto.Bella giornata.Grazie all’amico italiano, che aveva avuto l’idea. Luca però, li avrebbe lasciati a casa, come gli altri giorni. Il violento temporale li prese dopo circa un’oretta.Il cielo si oscurò vennero giù “cats and dogs” come dicevano gli inglesi,cioè secchiate d’acqua! Luca constatò, che in Inghilterra,frequentemente, anche le giornate più serene, possono cambiare in poco tempo. Arrivarono a casa che era buio.Il temporale era finito. Quando fecero scendere davanti a casa, l’amica dei figli,dalla porta aperta,Luca sentì entrare un gran freddo.Libby le fece notare il termometro dell’auto.Tredici gradi! Accidenti come si era abbassata la temperatura, in poche ore, per un temporale. Poi finalmente a casa , Luca trasse un gran sospiro di sollievo ,perché era andato tutto bene.Si sentiva sollevato,come quando la sera,rientrava da una gita scolastica e sceso dal pulman,ringraziava il cielo, perché era andato tutto bene ed i suoi alunni potevano tornare alle loro famiglie, contenti di una bella giornata, in gita col professore.
Si cenò frugalmente,con fish and chips comprati prima di rientrare. Tutti erano soddisfatti ed un po’ stanchi. Libby finita la cena spartana,manifestò l’intenzione di andare subito a dormire,perché era molto stanca << Voi rimanete pure.Guardate la tv,giocate a carte,chiacchierate>> rivolta a Luca ed ai figli. < < No.Io rimango a vedere la TV.Aspetto che arrivi il sonno>> Si scambiarono la buona notte e Libby salì in camera. Luca si sentiva un po a disagio a stare da solo, con i due ragazzi. Si sistemò bene sul divano e cercò un canale con un film. Il ragazzo,si sdraiò su una poltrona e si mise a leggere un fumetto.La ragazza, Gwen, si mise accanto a lui sul divano .Nella sala in penombra solo la voce che veniva dallo schermo.Pochi minuti e Gwen curiosa gli chiese << Sei spos> < < Mai sposato! Sono single.... >> << Perchè non ti sei sposato ? Quanti figli hai ? >> Luca sentiva che si cominciava ad andare su un terreno molto scivoloso.Bisognava pesare bene le parole. << Non mi sono mai sposato, perché finora non ho incontrato la donna che faceva per me,per il matrimonio.E non ho figli ,perché non sono sposato>> concluse semplicemente. Lei stupita e divertita,quasi ridendo << perché, per aver figli bisogna sposarsi?La ragazza di mio fratello ha un figlio,lo ha avuto a 14 anni e non è sposata>> concluse seria seria. Una specie di lampo, nella memoria,fece ricordare a Luca, che un ministro del Regno, poco tempo prima, aveva detto che le ragazzine, madri a tredici anni, erano diventate un problema sociale per l’Inghilterra.Stava constatando la veridicità della denuncia. Quei casi che ogni tanto leggeva sui giornali in Italia,erano solo la punta di un Icesberg,della situazione. C’era veramente bisogno ,di una nuova politica della famiglia. Tra questi casi,gli era rimasto impresso il caso di una ragazza di un paese, che rimasta in cinta,non seppe dire chi fosse il padre,dato che avevano partecipato in tanti alle sue libere attività erotiche.Si fece avanti un bambino, delle elementari ,di nove anni a rivendicare la paternità.Sgomento.Ci si Aspettava un netto NO da parte di lei, invece non escluse la possibilità .Fu necessario fare gli accertamenti del DNA ,per escludere il bambino,che la ragazza aveva intrattenuto in intime relazione.Si dovette procedere all’esame del DNA, di tutti i ragazzi fertili,per sapere,chi fosse il super jellato, capitato in quelle esercitazioni sessuali ,proprio nel giorno sbagliato. I suoi ricordi furono rapidamente e bruscamente interrotti,da una domanda maliziosa di Gwen << Le donne che hai incontrato non erano belle? >> << Non è un problema di bellezza,ma di carattere.Si tratta di matrimonio >> rispose serioso,da uomo saggio. << E mia madre ha un carattere che ti piace? >> domandò provocando. Luca era preparato ad una domanda del genere e rispose calmo,tranquillo. << La conosco da così poco tempo,che non posso dare giudizi.Per conoscere bene una persona,ci vuole tempo>> pensava di scamparsela con così poco. << Però, a prima vista,ti piace,credo! O sbaglio...>> insistè .Era una ragazza che sapeva quello che voleva.Difficile schivarla. Non potè negare.Era molto a disagio. << Beh,si … è una donna piacevole>> Luca si sentiva molto a disagio,perché sentiva che la conversazione prendeva una piega troppo intima. E a lui non piaceva. Gwen avrebbe fatto domande provocanti,taglienti,insinuanti,scabrose. Per evitare,si stiracchiò un po’,con moderazione,non voleva fare l’italiano esagerato,si alzò << Scusate,mi è venuto sonno,io vado a dormire.Buona notte.A domani>> Il fratello,neanche alzò gli occhi dal fumetto nel salutarlo.Gwen gli sorrise e lo salutò, con la manina,come una bimbetta,allegramente << ‘night!>>. Luca salì le scale fino in camera sua,a fianco di quella di Libby.Senti venire dalla porta un leggero russare.” Già dorme!Beata lei” pensò Luca.Lui invece aveva il sonno ritardato,cioè una volta spenta la luce,doveva aspettare un poco prima che arrivasse il sonno.Sperava di non diventare, come quelle persone anziane, che non riescono più a dormire. Si spogliò in fretta.Si tolse la camicia e la canottiera completamente bagnate di sudore.Si potevano strizzare,tanto era il sudore che le impregnava. Il disagio profondo in cui l’aveva messo Gwen,lo aveva fatto sudare abbondantemente,come sempre,quando si trovava in difficoltà,in imbarazzo,reagiva col sudore. Soffriva di iperidrosi. Indossò il leggero pigiama e si infilò sotto la leggera copertina.Si era in Inghilterra ,non era mai il caso,l di addormentarsi,solo con un lenzuolo. Si sentiva sollevato.Finalmente,poteva rilassarsi e con la mente riandare alla giornata trascorsa.Una bella giornata,non solo per il cielo azzurro; si sentiva soddisfatto.Poteva lasciarsi andare ad un sonno sereno e meritato. La porta si aprì lentamente e silenziosamente.Luca percepì l’intrusione per il leggero soffio di aria più fresca che entrò. Nella penombra della stanza intravide, la figura della ragazza.Con un dito davanti alla bocca,gli intimò sottovoce << Ssccchhh! Zitto! Sono Gwen >> Era in piedi accanto al letto,vestita solo di un body ristretto ed un top a velo.Luca stupito, si alzò sui gomiti << Che c'è ? Cosa è successo? >> rispose preoccupato. << Piano!Non svegliare mamma!>> Luca cominciava a realizzare,senza però volerci credere << Stasera sostituisco mamma >> rispose tranquilla,sicura,come se fosse una cosa normale,sedendosi sul letto.Luca aveva afferrato subito il concetto,ma non ancora pienamente accettato e se ne uscì, con uno stupido << In che senso?>> balbettò inquieto Lei non potè fare a meno di ridere.Una risatina soffocata e maliziosamente , gli rispose << Vedrai>> si tolse il top che copriva a malapena i due seni,gonfi e sodi. Luca, Imbarazzatissimo e preoccupato << Ma hai solo quattordici anni e sei sua figlia!Non posso ! No!Davvero!Noooo!>> << Mica sono vergine.Puoi puoi!Non ti preoccupare, rimane tutto in famiglia!>> Luca oppose,un silenzio profondo , rimanendo fermo.Poi con poca convinzione, cercò di intavolare una discussione,nel tentativo di convincere la ragazza a ripensarci bene << Ma hai un ragazzo? Un amore?>> << Uno solo? Quanti ne voglio! Non sono mica fidanzata!>> rispose con sfrontatezza. Luca non sapeva se crederle o no.Una volta le donne,le ragazze,minimizzavano sempre,a volte azzeravano le loro esperienze amorose.Dagli anni settanta invece,molte hanno preso a fare le sbruffone come gli uomini. Ci sono quelle che si danno arie da mangiauomini,poi magari sono vergini .Non si sa più come fare la tara. Luca avrebbe voluto alzarsi e mandare a vuoto,delicatanmente,con dolcezza e comprensione,quel tentativo,ma non poteva alzarsi,era chiuso dalla parete a sinistra e da lei a destra.Non voleva creare trambusto, col rischio di svegliare la madre, con chissà quali conseguenze. Rimase immobile.Resistenza passiva.Finchè potè. << Non ti piaccio? Sono carina,piaccio molto ai ragazzi .Mi mettono sempre le mani addosso.Senti >> prese le mani di lui e se le mise sul petto accarezzandolo <> disse mettendo una mano sul membro di Luca ormai bello irrigidito << Siiiiii,ti piaccio moltoooo>> e togliendosi il piccolo body chiese << come scopa mamma? E’ attiva,passiva,fantasiosa?>> e fu sopra di lui cominciando a darsi da fare. << Vedrai non la rimpiangerai.Sono brava>> Luca a quel punto ,visto che la frittata era fatta ed era anche piuttosto gustosa,lasciò perdere ogni tentativo di resistenza,di remora morale e si attivò con passione.Per i sensi di colpa, c’era tempo dopo. Legalmente,stava facendo una violenza ad una minorenne,anche se questa minorenne, era più esperta e disinibita della madre. Era pure preoccupato, perché facevano l’amore senza precauzioni.Un conto era rischiare con la madre ed un conto con una ragazzina.Ma Gwen lo tranquillizzò subito.Disse che non c’erano problemi. Luca non volle approfondire e neanche potè . Era completamente travolto dalla passione, che lei scatenò.Non faceva più l’amore con tanto impeto,passione e sentimento da tanto tempo e volle godersi il momento magico e pensò, irripetibile. La notte passò velocemente nelle pratiche amorose. Cominciava ad albeggiare quando Gwen tornò in camera sua soddisfatta .Era orgogliosa, perché era convinta, che nel fare l’amore, era stata meglio della madre,lo aveva soddisfatto di più. Prima di andarsene, gli disse di non dire nulla alla madre,e di comportarsi con lei, con molta dolcezza,tenerezza e amore,come al solito,per non insospettirla. Luca aveva ora, una paura matta, che la madre scoprisse o sospettasse anche lontanamente, qualcosa.
Per fortuna,la giornata che incominciava,era di tutto riposo. La signora doveva rimanere a casa,perché aveva da fare tante cose.Gli consigliò cosa andare a vedere del paese; Museo Storico,giardino pubblico,il lungomare,l’antica chiesa gotica,la via principale con i negozi. Salutò Libby e i due ragazzi e se ne andò in giro per la cittadina.Sarebbe tornato al pomeriggio. Ci voleva una giornata così,per far decantare la situazione,tornare alla normalità dei rapporti.Per fortuna ,che era l’ultimo giorno in terra inglese,l’indomani sarebbe tornato ad Edimburgo e volato in Italia.Se fosse rimasto per altri giorni,il pericolo che la storia si ripetesse e che la madre potesse scoprire o sospettare,sarebbero aumentati.Meglio,partire subito.
Quando tornò verso le diciassette,portava un mazzo di fiori ed una confezione di cioccolatini,per lei.Le disse che erano per ringraziarla della ottima ospitalità,ma in realtà vi era anche un po’ di senso di colpa.
Con i fiori e cioccolatini,portò anche un po’ di Italia. Spaghetti, pomodori,parmigiano ed una bottiglia di vino rosso del Piemonte.
Quella sera,volle preparare una bella spaghettata .Si mise in cucina ed in poco tempo preparò il tutto.Ebbe un problema nello scolare gli spaghetti;in casa non c’erano scolapasta.Si arrangiò con un panno, su una pentola, dove versò piano il tutto.L’acqua filtrò nel panno e rimasero gli spaghetti fumanti,che impiattati, furono subito conditi con un buon sugo di pomodoro e pancetta.Abbondante parmigiano,raschiato col coltello, dato che non trovò una grattuggia. Fu una cena molto allegra,sia per gli spaghetti,sia per il buon vino. Risero molto,soprattutto Libby e Gwen , che Luca teneva d’occhio per paura che il vino le facesse cadere le barriere di controllo.
Dopo cena, mentre Libby riordinava la cucina,Luca si mise davanti alla TV a cercare qualche canale interessante per lui,facile da seguire. Poco dopo arrivò la ragazza del figlio,che venne presentata a Luca. I due,salutata la compagnia , uscirono. Gwen invece, si sedette su una poltrona e si immerse nella lettura.Luca evitò di chiederle cosa stava leggendo.Meno contatti c’erano e meglio era.
Libby rientrò nella sala soddisfatta e disse alla figlia << Noi andiamo a dormire.Domattina dobbiamo alzarci presto per andare all’aeroporto.Luca parte>> ormai non voleva ne doveva nascondere più, la loro relazione. Gwen fece una faccia di finto stupore << Di già! Peccato!>> si alzò ed andò ad abbracciarlo per salutarlo.Un saluto molto affettuoso << Fai buon viaggio.Torna presto!>> Salendo le scale,Libby con aria contenta gli disse << Hai visto come si è affezionata! E’ una brava ragazza,le manca molto il padre>> Luca non potè fare altro che convenire. << Ha un fidanzatino?>> chiese curioso Luca,voglioso di sentire quanto conoscesse la madre, del comportamento della figlia. << Nooooo! E’ troppo piccola ancora! Frequenta i ragazzi come tutte,alla sua età!Ogni tanto un amorino,sai come sono i giovani di quell’età…>> << Si certo. >> rispose lui con imbarazzo. Lei lo guardò e precisò << E' ancora una bambina! Niente di serio!>> non voleva che lui pessasse che sua figlia fosse una una ragazza facile. Anche qui in Inghilterra,i genitori sono quelli che ne sanno di meno sul comportamento dei figli, fuori casa,anche se il concetto di famiglia, è molto diverso,pensò Luca.
Una volta a letto,fecero l’amore con molta passione e trasporto,liberi ormai da ogni retropensiero,da ogni legaccio inibitorio.Luca che si sentiva un po in colpa,fu molto dolce,amorevole,generoso e colmò d’amore la donna.Lei si lasciò andare al desiderio covato per anni ed alla fantasia. Il tutto però, fu vissuto con una vena di malinconia,dato che era l’ultima sera che stavano insieme.
Non si giurarono amore, ne eterno ne a tempo.Erano maturi e consapevoli, che la loro relazione era a dir poco, precaria. Si lasciarono, senza ipocrite promesse,ma con la voglia sincera, di rivedersi presto.Erano stati molto bene insieme.

Roma,Alcuni giorni dopo

La pizza era buona,alta e soffice,come piaceva a Luca.Anche la compagnia era buona,quattro amici “storici”,Mirella e Mario,Sandra ed Andrea.Coetanei o quasi di Luca,conosciuti da oltre vent’anni, due coppie,impegnate in diverse realtà lavorative. Erano seduti,al fresco del giardino di una pizzeria,appena fuori città.Erano quasi tutti in partenza per le vacanze e si erano riuniti, per raccontarsi le ultime cose, esprimere i desideri per quei giorni a venire, nei luoghi di vacanza prescelti e poi salutarsi. Ad un certo punto della serata,chiesero a Luca, di raccontare la sua e esperienza inglese,la sua “full immersion”
Quell’esperienza,la prima,lo aveva pienamente soddisfatto per le conoscenze della realtà inglese,fatte dall’interno di una famiglia tipo piccolo borghese e non dall’esterno,come un turista. Ammise che era stato un azzardo,ma come si dice,la fortuna aiuta gli audaci e era andato tutto bene.Aveva fatto enormi progressi, nella conoscenza della lingua. Raccontò come la famiglia inglese ,a sua impressione,sia molto diversa da quella italiana. Ad un certo punto,Mirella chiese a Luca ,come era la signora e se ci aveva fatto l’amore.Lui un po’ imbarazzato,cominciò dicendo che era una gentile signora,affabile,ma niente di particolare.Amante dell’Italia e della sua cultura,buona conoscitrice della nostra lingua. Mirella insistè ,convinta che lui, non si sarebbe mosso fino a Edimburgo, per conoscere una signora carina e piacevole ,per poi non provare nemmeno a farci l’amore . Luca allargò le braccia ed a malincuore ammise, che c’era stata molta simpatia ed anche un po’ di intima conoscenza. Ora tutti erano soddisfatti di aver saputo. Raccontò brevemente,quella piccola storia d’amore, con delicatezza e riservatezza,senza scendere in particolari o giudizi . Sulla figlia Gwen,mantenne il più ferreo silenzio.

Gian luigi Bellini – Dicembre 2018

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