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LA MALEDIZIONE DEL SABATO SERA

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LA MALEDIZIONE DEL SABATO SERA
IL FATTO
Una ragazza diciassettenne di una città italiana,un sabato sera,in una piazza della città,si ubriaca e poi si accompagna con un giovane appena conosciuto nella piazza.
Dopo qualche ora,si ritrova in un vagone ,alla stazione,nuda,senza borsa e violentata.
LE REAZIONI
Immediate condanne per l’ennesima violenza sulle donne.
Solidarietà per la vittima.
Ondate di pietismo
UNA VOCE FUORI DAL CORO
Giorni dopo,un parroco della città,su un social,pronuncia parole di condanna per la ragazza, usando anche parole dure
Si scatena la protesta per il parroco.Scritte ingiuriose sui muri della chiesa e dell’oratorio.
Sui social,invece un coro di approvazione per il parroco..
RIFLESSIONI
Non si tratta di dare ragione a questo o quello,condannare assolvere a destra e manca.Ma di riflettere pacatamente sull’accaduto.
Ovviamente la violenza sulla ragazza è assolutamente da condannare.Bisogna però dire che la ragazza non è solo vittima dello stupratore,ma anche di un sistema educativo fallimentare,di una cultura del degrado,di false visioni della società e della vita,di vuoti di valori, di cattivi maestri,della cultura della trasgressione e dello sballo,del nickilismo casareccio,
LE RESPONSABILITA’
Una lunga schiera di psicologi italiani,ha condannato da tempo la classica educazione , che premiava il giovane quando faceva bene e lo puniva quando sbagliava.Questo metodo, lo si è sostituito col metodo delle “chiacchiere”, cioè niente “fatti” nell’educazione,ma solo chiacchiere.Invece i ragazzi capiscono e vogliono fatti.Perchè i “fatti” influiscono profondamente sulla psiche del giovane,mentre le parole lasciano il tempo che trovano.
Ma veniamo al concreto.Ai giovani ,secondo una certa psiclogia,non bisogna dire che il mondo è una giungla piena di lupi, pronti a colpire,perché questo insinuerebbe nella psiche del giovane, insicurezza,incertezza,paure.Non sia mai! Bisogna lasciarlo crescere libero e giocondo,aperto al mondo,senza riserve.Ed è così che arrivano ad affrontare la vita “vera”, ingenuamente,disarmati,fragili di fronte alle “durezze” della vita.Ingenuità che non fa loro sospettare che sotto il manto da pecora, ci sia il lupo cattivo.Così la notte,accettano la compagnia,i passaggi,le proposte allettanti di tanti falsi agnelli.E succede poi quello che leggiamo sui giornali e vediamo in TV.
Di questa visione rosea della vita,fa parte anche l ‘idea di libertà.Ma libertà in senso assoluto,non relativa alla società,agli altri.I giovani pensano che si sia liberi di fare tutto quello che si vuole.Non è assolutamente vero,perché come dicono i bravi pensatori,la libertà di ognuno di noi ,finisce dove incomincia quella degli altri.Ma soprattutto bisogna conoscere i rischi di quello che si fa.Si può fare tutto,ma si è pronti ad affrontarne le conseguenze? Vale la pena rischiare?Mi sembra che questi discorsi non vengano più fatti ai giovani.
La nefanda cultura dello “sballo”e il degrado del pensiero di libertà,di divertimento.Chi ha avuto interesse a diffondere questa “subcultura” nei giovani?Bisogna che si gridi forte, che chi si ubriaca,corre un rischio enorme di essere vittima di qualsiasi cosa!Donne e uomini.Una volta ubriachi non si hanno più difese.Si cade dai muretti,si viene rapinati,si viene picchiati,buttati via nei cassonetti come spazzatura,violentati
La stessa cosa è per la droga.Chi si droga rischia la sua vita,rischia di diventare vittima indifesa o di diventare carnefice di altri individui.
Non si possono lasciar crescere i giovani senza linee guida,senza paletti,senza NO.Educare ad affrontare gli ostacoli,i rischi,i pericoli e non nasondendoli o eliminandoli, come si fa da decenni nella scuola. Educare con i SI ed i NO ,non solo in famiglia ( non è vero che le famiglie non vengono più ascoltate.Un genitore, se vuole può farsi ascoltare,ma costa tempo e fatica!) ma anche dalle TV e sui Social,come ha fatto il parroco, ma purtroppo con parole sbagliate.

Gian Luigi bellini
DICEMBRE 2017

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